
Regeni, i pm chiedono un ergastolo e 3 condanne a 17 anni
Un ergastolo e tre condanne a 17 anni e mezzo di reclusione. E' quanto chiede la Procura di Roma nei confronti degli 007 egiziani imputati nel processo per la morte di Giulio Regeni. Le richieste di pena sono state...
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Un ergastolo e tre condanne a 17 anni e mezzo di reclusione. E' quanto chiede la Procura di Roma nei confronti degli 007 egiziani imputati nel processo per la morte di Giulio Regeni. Le richieste di pena sono state formulate dal procuratore capo Francesco Lo Voi e dall'aggiunto Sergio Colaiocco.
"Un corpo spezzato dal dolore. Ed è su tutto questo che il regime egiziano non ha voluto indagare. È per tutto questo che il regime egiziano ha scelto di proteggere gli aguzzini.
I dettagli
Non ha chiamato a rispondere i propri ufficiali delle nefandezze compiute. Ha scelto, consapevolmente, di coprirli". Lo ha detto il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco nel corso della sua requisitoria mostrando le foto della Tac effettuata sul corpo di Regeni Video La procura su Regeni: 'Non era una spia, sottoposto a violenza fredda e metodica' "Ciò che qui si giudica non è la semplice soppressione di una vita umana.
Ciò che qui si giudica è l'esercizio metodico, freddo, organizzato della violenza su un uomo inerme. Ciò che qui si giudica è il sequestro di una persona sottratta ad ogni garanzia". Lo afferma il procuratore aggiunto di Roma, Sergio Colaiocco, aprendo la sua requisitoria nel processo a carico di quattro appartenenti ai servizi di sicurezza egiziani accusati del sequestro, delle torture e dell'omicidio di Giulio Regeni "Ciò che qui si giudica è la tortura protratta come strumento di dominio.
E quell'uomo aveva un nome, un volto, una storia: Giulio Regeni, un cittadino italiano, un giovane ricercatore. Un uomo libero", ha aggiunto. Per approfondire Agenzia ANSA Regeni, gli avvocati degli 007 presentano le eccezioni: 'Temono ritorsioni in Egitto' Il pm chiede l'inammissibilità della richieste.
Cosa dicono gli esperti
il 23 giugno la requisitoria "Oggi la Procura di Roma ricostruirà fatti e responsabilità, domani toccherà a noi parti civili. Sono 10 anni e mezzo che aspettiamo questo momento. Siamo emozionatissimi e carichi di responsabilità e aspettative anche di tantissimi italiani: più che fiducia è ormai una fede".
Lo afferma l'avvocato Alessandra Bellerini, legale dei genitori di Giulio Regeni arrivando all'aula bunker di Rebibbia dove oggi è in programma la requisitoria della Procura nel processo a carico di quattro 007 egiziani accusati di avere sequestrato, torturato ed ucciso il ricercatore italiano nel gennaio del 2016 al Cairo. Inserire didascalia Regeni "il 25 gennaio del 2016 entra, inconsapevole, in una zona d'ombra in cui il diritto cessa di esistere e al suo posto subentra soltanto la nuda forza. Da quel momento Giulio non è più una persona.
Diventa un corpo sequestrato. Diventa un soggetto da piegare, diventa un destinatario di violenza". E' quanto afferma nella requisitoria il procuratore aggiunto di Roma, Sergio Colaiocco nella requisitoria nel processo per la morte del ricercatore italiano avvenuta al Cairo nel gennaio del 2016.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





