
Riccardo Bossi, condanna definitiva per il reddito di cittadinanza. Conferma per i maltrattamenti
Leggi in app Riccardo Bossi, condanna definitiva per il reddito di cittadinanza. Conferma per i maltrattamenti La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del figlio del fondatore della Lega: condannato a due...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Riccardo Bossi, condanna definitiva per il reddito di cittadinanza. Conferma per i maltrattamenti La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del figlio del fondatore della Lega: condannato a due anni e mezzo. E resta anche la condanna per i maltrattamenti alla madre 16 Giugno 2026 Aggiornato alle 11:41 1 minuti di lettura Doppia batosta per il figlio maggiore di Umberto Bossi.
E' infatti definitiva la condanna a 2 anni e mezzo per Riccardo Bossi per aver percepito indebitamente, con un'attestazione falsa, 12mila euro tra il 2020 e il 2023 a titolo di reddito di cittadinanza. La settima sezione della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall'avvocato Federico Mangiante, per conto del figlio del fondatore della Lega, contro la sentenza della Corte di appello di Milano che aveva confermato il primo verdetto di colpevolezza emesso dal gup di Busto Arsizio. Secondo le indagini del pm Nadia Calcaterra, Riccardo Bossi avrebbe ricevuto il contributo pubblico in relazione al pagamento dell'affitto di un appartamento dal quale era già stato sfrattato in quanto moroso.
I dettagli
L'indagine è scattata da una segnalazione dell'Agenzia delle Entrate. All'Inps, assistita dall'avvocato Aldo Tagliente, Bossi jr dovrà versare 15 mila euro come risarcimento del danno. Bossi jr era stato condannato nel giugno 2025 a 16 mesi per maltrattamenti sulla madre, la prima moglie del Senatur, per vicende legate a questioni economiche.
E ora la Corte d'Appello di Milano ha confermato quella sentenza. L'avvocato Federico Magnante, difensore del figlio del 'Senatur' (morto lo scorso marzo), ha preannunciato ricorso per Cassazione contro la sentenza della prima sezione d'Appello presieduta dal giudice Alessandro Santangelo. La Procura generale di Milano aveva chiesto la conferma del verdetto di primo grado.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.




