
Riforma degli autovelox, il Mit spegne quelli non in regola
Dopo l'annunciata riforma dei giorni scorsi il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha disattivato gli autovelox non omologati lungo tutto il corso della Panisola, regione per regione. Nel complesso, dopo...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Dopo l'annunciata riforma dei giorni scorsi il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha disattivato gli autovelox non omologati lungo tutto il corso della Panisola, regione per regione. Nel complesso, dopo l'entrata in vigore del decreto, atteso da 34 anni, sono operative le nuove norme per gli autovelox, "la disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità". Regole certe, omogenee per tutt'Italia, che nell'immediato comportano appunto una tagliola per gli autovelox non più considerati idonei, che saranno spenti: sono 850 - indica il Mit - quelli che dovranno ottenere una omologazione per tornare attivi, 3.
150 quelli regolarmente in funzione perché già hanno tutti i requisiti. Così sono stati spenti, tra gli altri, 12 misuratori in Abruzzo, 18 nella provincia di Bolzano, 7 in Campania, 15 nelle Marche, quattro in Val d'Aosta e uno in Basilicata. Più consistenti i numeri per Lombardia (144), Piemonte (131), Toscana (69), Emilia Romagna (94), Friuli (47), Veneto (84).
I dettagli
In Molise sono stati spenti 18 dispositivi, 6 in Sardegna, 16 in Liguria, tre in Umbria, nove in provincia di Trento, 4 in Calabria. "Se da un lato è fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti, dall'altra il controllo per la sicurezza non può trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini", ribadisce il ministro Matteo Salvini riferisce il Mit. Le misure varate dal Ministero danno "solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti" e alla validità delle multe messa in discussione da molte sentenze per i casi in cui la velocità è stata rilevata da strumenti privi di una omologazione del ministero.
In particolare, una serie di pronunce della magistratura ha evidenziato la differenza tra il semplice processo di approvazione tecnica e la vera e propria omologazione, aprendo la strada a migliaia di ricorsi da parte degli automobilisti contro le amministrazioni locali che hanno continuato a utilizzare dispositivi approvati ma non omologati. Il decreto ora sgombera il campo dalle incertezze. Lo scorso anno le multe tramite autovelox sono diminuite dell'8,9% rispetto all'anno precedente, con un incasso dei Comuni di 56,5 milioni.
In testa alla classifica Firenze con 19,7 milioni, poi Bologna con 9,2 milioni, terza Milano con 6,9 milioni, seguita da Genova con 4,8 milioni e Palermo con 4,2 milioni. Roma ha dimezzato gli incassi, -52%, a Bari -73%, quasi azzerati a Trieste con il -94,4%.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.




