
Rischi finanziamento AI: la BIS teme una crisi peggiore del 2008
Una crisi peggiore di quella del 2008. Non è uno scenario catastrofista di qualche blog finanziario di nicchia: è l’avvertimento lanciato dalla Bank for International Settlements nel suo rapporto annuale pubblicato il...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. Una crisi peggiore di quella del 2008. Non è uno scenario catastrofista di qualche blog finanziario di nicchia: è l’avvertimento lanciato dalla Bank for International Settlements nel suo rapporto annuale pubblicato il 28 giugno 2026. Secondo la BIS, i rischi finanziamento AI concentrati fuori dal sistema bancario tradizionale potrebbero innescare un’instabilità dei mercati globali di proporzioni storiche, con una velocità di correzione che nessuna crisi precedente ha mai raggiunto.
Punti chiave La BIS identifica l’AI come uno dei tre “punti di pressione” dell’economia globale, insieme all’inflazione e al debito sovrano. McKinsey stima che entro il 2030 serviranno 6. 700 miliardi di dollari in spese in conto capitale per l’infrastruttura AI e computing a livello globale.
Dinamiche di mercato
La maggior parte dei finanziamenti AI transita attraverso hedge fund e intermediari finanziari non bancari con scarsa supervisione regolamentare. Zhang Tao, rappresentante BIS per Asia e Pacifico, avverte che “la velocità di una correzione potrebbe essere molto più rapida degli episodi di crisi bancaria precedenti. ” La BIS chiede riforme urgenti di trasparenza e vigilanza: più si ritarda, più caotico sarà l’aggiustamento del mercato.
L’AI come nuovo punto di pressione dell’economia globale Il rapporto economico annuale della BIS individua tre grandi vulnerabilità sistemiche per l’economia mondiale: inflazione persistente, debito sovrano in crescita record e, appunto, l’attuale boom degli investimenti in intelligenza artificiale. Tre forze che si intrecciano e si amplificano a vicenda. Quello che preoccupa la BIS non è l’AI in sé, ma il modo in cui viene finanziata.
Gli investimenti sono altamente concentrati tra un numero limitato di investitori, molti dei quali dipendono da un rapido smobilizzo del portafoglio in caso di correzione. Un contesto che ricorda da vicino le condizioni pre-crisi del 2008, ma con canali di trasmissione diversi e, in parte, più opachi. Il General Manager della BIS, Pablo Hernández de Cos, ha sintetizzato il messaggio del rapporto in una parola: urgenza.
Impatto sui mercati
“Le misure di policy devono rafforzarsi a vicenda per evitare una spinta e una trazione sull’economia globale,” ha dichiarato. Il debito è alto, e questo debito viene finanziato attraverso intermediari non bancari — una combinazione che rende il sistema più vulnerabile di quanto appaia in superficie. Miliardi nell’ombra: il ruolo dei fondi hedge e del private credit La quota più rilevante dei capitali che alimentano l’ecosistema AI non passa per le banche tradizionali.
Secondo la BIS, il flusso principale di denaro verso il settore scorre attraverso hedge fund, veicoli di private credit e altri intermediari finanziari non bancari — categorie che operano con una supervisione regolamentare significativamente più limitata rispetto alle istituzioni vigilate. Questo non è un fenomeno nuovo. Da anni la BIS segnala la crescita rapida di quello che viene comunemente chiamato shadow banking: un universo finanziario parallelo che ha assorbito parte dei rischi un tempo concentrati nel sistema bancario, proprio nel momento in cui le banche, dopo il 2008, miglioravano la propria capitalizzazione.
Ma oggi quella concentrazione si riversa sull’AI. I rischi del shadow banking e le lacune normative Il problema concreto è che leverage e rischi di liquidità si sono spostati in aree difficilmente monitorabili dai regolatori: fondi di investimento, hedge fund, fondi di private equity. Se il sentiment del mercato dovesse invertirsi — per rendimenti AI deludenti o per un repricing del rischio legato ai tassi — le perdite potrebbero amplificarsi in modo rapido e disordinato.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




