
Roggero, la notte in carcere e il precedente: minacciò con la pistola il fidanzato della figlia
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Seguici su Discover Roggero, la notte in carcere e il precedente: minacciò con la pistola il fidanzato della figlia L’episodio risale al 2005 ed emerge dalla sentenza della Corte d’Assise di Asti e da quella della Corte d’appello di Torino che ha condannato il gioielliere a 14 anni e 9 mesi di reclusione 18 Luglio 2026 Aggiornato alle 11:42 2 minuti di lettura Mario Roggero ha trascorso la sua prima notte nel carcere di Bollate. Il gioielliere – che si è consegnato ieri per scontare la condanna a 14 anni e 9 mesi per ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo, il 28 aprile 2021 – incontrerà questa mattina il suo difensore. “Alle 12 ho il colloquio con lui in carcere, in camera avvocati - spiega Stefano Marcolini, il suo legale - Tra i doveri del difensore c’è quello di capire come è andata la prima notte in carcere.
Mario ha 72 anni, è incensurato”. Roggero a Bollate si trova nella quinta sezione. L’ingresso in carcere del gioielliere ha diviso l’opinione pubblica e la politica.
I dettagli
Questa mattina proprio davanti al carcere di Bollate è in corso un presidio dei giovani della Lega, al quale partecipa anche il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. Il precedente del 2005: minacciò con la pistola il fidanzato della figlia Nel 2007 Mario Roggero ha patteggiato una pena di due mesi di reclusione, sostituita con una multa di 2. 280 euro, per un episodio avvenuto il 17 dicembre 2005, quando si rese responsabile di ingiurie e minacce aggravate dall’uso di un’arma nei confronti del fidanzato della figlia.
La vicenda emerge dagli atti della sentenza della Corte d’Assise di Asti. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, quella sera Roggero era stato chiamato dalla figlia, che gli aveva chiesto aiuto dopo essere stata lasciata in strada dal fidanzato. Tra i due giovani era scoppiata una lite, durante la quale il ragazzo aveva schiaffeggiato la ragazza.
Rientrato a casa, il giovane aveva sentito suonare il citofono. Sentito dal pubblico ministero, aveva riferito che Roggero lo aveva insultato, chiamandolo “bastardo”, lo aveva spintonato e colpito con pugni al volto. Quando erano arrivati i genitori del ragazzo, il gioielliere avrebbe estratto una pistola, minacciando i tre, che erano stati costretti a chiudere il cancello che separava l’ingresso dell’abitazione dal cortile.
La vicenda si concluse appunto con denunce reciproche e, nel 2007, con il patteggiamento di Roggero davanti al Tribunale di Alba. L’episodio del 2005 è richiamato anche nelle motivazioni della sentenza della Corte d'appello di Torino, confermata giovedì dalla Cassazione, che ha condannato definitivamente Roggero a 14 anni e 9 mesi di reclusione. Nelle motivazioni, i giudici ricordano inoltre che Roggero era “affetto da un disturbo post traumatico da stress in seguito alla precedente rapina del 2015”.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.




