
Silvio Berlusconi archiviato per le stragi mafiose del 1993. Marina: 'Disastro giustizia'
Il Tribunale di Firenze archivia l'inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993, escludendo "contatti e rapporti diretti" tra Cosa Nostra, Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, suo stretto...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Il Tribunale di Firenze archivia l'inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993, escludendo "contatti e rapporti diretti" tra Cosa Nostra, Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, suo stretto collaboratore. Il decreto di archiviazione, depositato dal gip Patrizia Martucci lo scorso 15 gennaio ma di cui soltanto oggi si è avuta notizia, pone fine a trent'anni di inchieste e riaccende lo scontro sulla giustizia. Per approfondire Agenzia ANSA Stragi del '93: trenta anni fa la prima inchiesta su Berlusconi e Dell'Utri - Notizie - Ansa.
it L'ultima riaperta nel 2022, l'archiviazione porta la data del 15 gennaio scorso (ANSA) Una vera e propria "emergenza" per la figlia dell'ex premier, Marina Berlusconi, che nel rammaricarsi per la sconfitta del referendum di marzo - "un'immensa occasione perduta per il nostro Paese" - invita la politica a non accantonare il tema. "I nodi da sciogliere sono tanti - sottolinea -, a partire dall'assenza di una vera responsabilità civile dei magistrati". Norma, quest'ultima, che proprio ieri è stata chiesta a gran voce da Forza Italia nel corso di un vertice di maggioranza in via Arenula e che la Lega si dice pronta ad approvare entro fine legislatura.
I dettagli
Con l'archiviazione, la sesta dalla prima iscrizione nel 1996 di Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, cade il teorema investigativo secondo cui le stragi mafiose del 1993 a Firenze, Milano e Roma fossero state ispirate allo scopo di favorire l'affermazione di Forza Italia e l'ascesa di Berlusconi. Una "tesi insensata", per la presidente di Fininvest, che rivendica il ruolo da protagonista del padre nella lotta alla criminalità organizzata in Italia. Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi "Anni di sospetti, insinuazioni e campagne di delegittimazione - sostiene - hanno prodotto solo una montagna di carta straccia, sia in tribunale, sia nelle redazioni di certi giornali", per le quali per altro "è stata spesa inutilmente una quantità enorme di soldi pubblici", aggiunge la sorella Barbara Berlusconi.
"Non è un'archiviazione in più o in meno, ma purtroppo" il fatto che "ci si allontana sempre più dalla verità vera. Noi sappiamo che manca ancora un 10%, i famosi mandanti a volto coperto. Fin dal 1994, i magistrati che indagavano dichiaravano tranquillamente che non poteva essere stata solo la mafia a fare queste stragi", si rammarica Luigi Dainelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili.
Per la premier Giorgia Meloni, che avrebbe avuto una conversazione telefonica con Marina Berlusconi- si racconta in ambienti parlamentari - le cinque pagine del decreto di archiviazione confermano invece "una verità storica e giudiziaria incontrovertibile: l'assoluta inesistenza di rapporti tra Silvio Berlusconi e la criminalità organizzata".
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





