
Silvio Rodríguez: “Contro di noi a Cuba un assassinio di massa. Ho pronto il kalashnikov”
Leggi in app Silvio Rodríguez: “Contro di noi a Cuba un assassinio di massa. Ho pronto il kalashnikov” dalla nostra inviata Laura Lucchini Il grande musicista fondatore del genere della “Nueva Trova Cubana”: “L’embargo...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Silvio Rodríguez: “Contro di noi a Cuba un assassinio di massa. Ho pronto il kalashnikov” dalla nostra inviata Laura Lucchini Il grande musicista fondatore del genere della “Nueva Trova Cubana”: “L’embargo ci strangola, vogliono invaderci” 21 Maggio 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura L’AVANA – Silvio Rodríguez, 79 anni, uno dei mostri sacri della musica cubana, autore di capolavori come “Ojalá” e “Unicornio” e fondatore del genere della “Nueva Trova Cubana”, ha passato tutta la vita ad appoggiare più o meno direttamente la Rivoluzione. Poche settimane fa, di fronte alla crescente minaccia americana contro l’isola, ha chiesto un kalashnikov: per combattere, se necessario.
Lo incontriamo nei suoi studi nel quartiere Playa, all’Avana, un luogo da dove sono passati musicisti come Chucho Valdés, Pablo Milanés e Omara Portuondo. Proprio negli istanti in cui iniziamo a parlare, dalla Florida arriva la notizia dell’incriminazione di Raúl Castro. «Stanno cercando, con l’appoggio dei media, un pretesto per creare una situazione che giustifichi un’azione militare.
I dettagli
Un intervento armato o un’incursione bellica di qualche tipo. Credo che si tratti di questo: creare una situazione favorevole per intraprendere azioni aggressive». Lei ha chiesto simbolicamente un kalashnikov per combattere in caso di invasione… «Non l’ho chiesto simbolicamente.
L’ho chiesto davvero. Non mi riesco ad abituare all’idea che ci siano persone dall’esterno che invadano il mio Paese per far cadere il governo. Se il governo è problematico, siamo noi cubani che dobbiamo esigere il cambiamento.
Non un Paese esterno. Io difendo la mia patria, la storia di Cuba mi ha insegnato a difendere la sovranità. Io mi sento parte di questa storia».
Cosa dicono gli esperti
Però ora la situazione è estrema…. «Si perché c’è un soffocamento forte dovuto al bloqueo, alle sanzioni. Il taglio del combustibile sta facendo collassare il Paese, l’istruzione, la Salute pubblica.
Cuba aveva una Sanità ed Educazione che Obama ha paragonato a quella di paesi avanzati. Però ora ci sono decine di migliaia di persone che stanno aspettando di essere operate. Tra di loro, migliaia di bambini.
Non ci sono medicine. Questa pressione è in realtà un assassinio di massa, è bisogna indignarsi». Non crede che il governo cubano abbia avuto responsabilità nel perdere occasioni per attuare riforme e aperture quando era opportuno?
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.



