
Silvio Soldini: 'Dopo Assaggiatrici torno ai toni di Pane e tulipani'
"Dopo 'Le assaggiatrici' torno ai toni fiabeschi e un pochino surreali di 'Pane e tulipani' però con protagonista questa volta un personaggio maschile". Così Silvio Soldini all'ANSA fresco del premio alla carriera...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. "Dopo 'Le assaggiatrici' torno ai toni fiabeschi e un pochino surreali di 'Pane e tulipani' però con protagonista questa volta un personaggio maschile". Così Silvio Soldini all'ANSA fresco del premio alla carriera ricevuto all'Ischia Film Festival di Michelangelo Messina. E come mai questa scelta maschile dopo tanti personaggi femminili?
"Appunto, dopo 'Le assaggiatrici' in cui ci sono sette protagoniste mi è parso giusto risarcire mettere un uomo, esattamente un dottore. Un film comunque che sarà ambientato in buona parte in un paesino abbandonato del centro Italia. È comunque - conclude - una commedia in cui la musica ha ruolo molto importante".
I dettagli
Cosa ama del cinema italiano e cosa non le piace? "Mi piacciono i film che rischiano nel senso che provano a non ripercorrere vecchie strade o a raccontare cose diverse dal solito. Lo so che rischiare non è facile, però credo che siamo in un momento storico in cui bisogna farlo, perché la gente ormai per uscire di casa e andare al cinema deve avere un motivo forte".
E ancora Silvio Soldini nato a Milano nel 1958 e autore del documentario 'Un altro domani' sulla violenza alle donne: "Tra i giovani registi il film che mi ha colpito di più è 'Gioia mia' di Margherita Spampinato, un'opera fatta veramente con pochissimi euro e tanta passione di raccontare questa piccola storia ambientata tra persone di generazioni lontane. Perché nel film ci sono solo i ragazzini e le persone anziane. È come se tutta la parte degli adulti normali non esista.
Questo intendo per rischiare e provare a raccontare delle storie senza avere attori famosi". Qual è il complimento che le piace di più? "Due o tre volte portando in giro 'Le assaggiatrici' c'è stato chi mi detto uscendo dalla sala che gli sembrava di aver partecipato insieme alle protagoniste la loro avventura.
Cosa dicono gli esperti
Questo è un po' che volevo ottenere. Ma volevo anche cercare di far riflettere su quello che stiamo vivendo oggi, anche perché questo è un momento veramente particolare dove la violenza e la guerra stanno di nuovo emergendo quando ormai tutti speravamo fossero sopite". Di cosa ha paura oggi?
"Mi fa paura il fatto che ormai sembri normale che una nazione attacchi un'altra e che accadono cose come quelle successe a Gaza. Non ero davvero pronto per questo, è come se all'improvviso il diritto internazionale non esistesse più". Tornando al premio alla carriera come l'ha vissuto?
"Da un lato fa piacere che venga riconosciuto appunto una carriera, un percorso , dall'altro fa un effetto strano perché spero che quel cammino non sia già terminato. È comunque un momento della carriera che alla fine ti costringe a fare dei bilanci che ti sembra ancora presto di dover fare e che si abbia invece ancora l'occasione di portare avanti qualche altra opera cinematografica".
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.




