
Stefano Vitelli, il giudice che assolse Stasi: “I dubbi portano alla revisione”
Leggi in app Stefano Vitelli, il giudice che assolse Stasi: “I dubbi portano alla revisione” di Massimo Pisa “Per riaprire un processo non serve che ci sia una prova definitiva di innocenza” L'ascolto è riservato agli...
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Stefano Vitelli, il giudice che assolse Stasi: “I dubbi portano alla revisione” di Massimo Pisa “Per riaprire un processo non serve che ci sia una prova definitiva di innocenza” L'ascolto è riservato agli abbonati premium 14 Giugno 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura Tra merito e metodo. Il ritorno in libertà di Alberto Stasi rischia di creare l’ennesimo cortocircuito per il giudice Stefano Vitelli. Il quale, in tribunale a Vigevano nel 2009, firmò la prima assoluzione per il fidanzato di Chiara Poggi e oggi riflette sul “Ragionevole dubbio”, come il titolo del volume scritto con Giuseppe Legato.
Dottor Vitelli, la prima domanda che circola nel dibattito pubblico è questa: è giusto scarcerare un condannato per omicidio dopo dieci anni e mezzo? «L’affidamento in prova è un istituto che riguarda l’esecuzione della pena, si basa sulla valutazione del comportamento del detenuto, ha come parametri la rieducazione e il reinserimento». Qui invece la questione pare un’altra: dubitare della bontà di quella sentenza definitiva.
I dettagli
«Il ragionevole dubbio riguarda il merito di una condanna. È una valutazione che andrebbe proiettata sul processo di revisione. Di solito l’opinione pubblica, in casi acclarati, vive la misura con disagio e perplessità: non sarà troppo presto scarcerare un assassino?
Nel caso di Stasi, vediamo il fenomeno inverso, il provvedimento viene percepito con sollievo, come una bella notizia. Non si guarda tanto al reinserimento e al buon comportamento ma si punta sul ragionevole dubbio a proposito della pena stessa: era meritata?
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





