
Strasburgo condanna l’Italia. Per la pm normale che l’uomo debba superare la resistenza della donna”
Leggi in app Seguici su Discover Strasburgo condanna l’Italia. Per la pm normale che l’uomo debba superare la resistenza della donna La Corte europea dei diritti dell’uomo censura la risposta della giustizia italiana...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Seguici su Discover Strasburgo condanna l’Italia. Per la pm normale che l’uomo debba superare la resistenza della donna La Corte europea dei diritti dell’uomo censura la risposta della giustizia italiana alle denunce di una donna francese sulla violenza anche sessuale del marito: non solo le frasi sessiste contenute nella richiesta di archiviazione della Procura di Benevento, ma anche un'indagine ritenuta inefficace e i lunghi ritardi del Tribunale per i minorenni. Risarcimento di 60 mila euro alla madre e ai due figli, lasciati per oltre tre anni in una casa rifugio 05 Luglio 2026 Aggiornato alle 11:47 3 minuti di lettura L'Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo per non aver garantito una tutela adeguata a una donna vittima di presunte violenze domestiche e ai suoi due figli.
La sentenza, depositata il 2 luglio, non si limita a censurare alcune motivazioni ritenute sessiste contenute nella richiesta di archiviazione della Procura di Benevento, ma punta il dito contro l'intera gestione del caso: dall'efficacia delle indagini ai ritardi della giustizia minorile, fino alla permanenza della famiglia in una casa rifugio per oltre tre anni. La vicenda riguarda Audrey Carmen Manuela Ubeda, cittadina francese residente in Italia, che nell'aprile 2021 denunciò l'ex compagno, padre dei suoi due figli, accusandolo di ripetute violenze fisiche e psicologiche nei confronti suoi e dei bambini. Un mese dopo la denuncia, la donna e i figli furono accolti in una struttura protetta, dove rimasero fino al luglio 2024.
I dettagli
Le frasi della Procura: “Stereotipi sessisti” Uno dei passaggi più duri della sentenza riguarda la richiesta di archiviazione presentata nel novembre 2021 dalla pm del caso, una donna. Nelle motivazioni, la magistrata definiva uno degli episodi denunciati, in cui l'uomo avrebbe puntato un coltello alla gola della compagna, come un "cattivo scherzo". Quanto alle accuse di violenza sessuale, osservava che era difficile dimostrare l'assenza di consenso perché sarebbe “normale” che un uomo debba superare una minima resistenza della donna quando questa è stanca dalle incombenze quotidiane.
"Cultura sessista e stereotipata” Per la Corte europea, queste affermazioni riflettono “una cultura sessista e stereotipata” e hanno sottoposto la donna a una forma di vittimizzazione secondaria, cioè a un'ulteriore sofferenza provocata proprio dalle istituzioni chiamate a proteggerla. I giudici richiamano inoltre le preoccupazioni già espresse dal Grevio, l'organismo del Consiglio d'Europa che monitora l'applicazione della Convenzione di Istanbul, sul rischio che stereotipi di genere influenzino ancora il lavoro della magistratura. Non solo le frasi: “L'indagine non è stata efficace” La Corte, tuttavia, chiarisce che il problema non si esaurisce nelle parole utilizzate dalla pm.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





