
Stress da rush finale scolastico e da esami, il metodo e' la risposta all'ansia
L’anno scolastico si avvia alla conclusione, tra verifiche e interrogazioni di fine quadrimestre, esami e maturità, cresce il livello di stress tra studenti e famiglie. Tachicardia, insonnia, vuoti di memoria, paura di...
Russia — Trump and Putin will meet after that?
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: L’anno scolastico si avvia alla conclusione, tra verifiche e interrogazioni di fine quadrimestre, esami e maturità, cresce il livello di stress tra studenti e famiglie. Tachicardia, insonnia, vuoti di memoria, paura di deludere, quella che spesso viene liquidata come “normale agitazione” può trasformarsi in una vera ansia da prestazione, capace di compromettere studio, concentrazione e benessere emotivo. Secondo Floriana Bitto, dottoressa in psicologia clinica ed esperta di apprendimento del Centro Studi Lambda, “un certo livello di tensione prima di un esame è fisiologico e può persino aiutare la performance, ma se eccessiva può ostacolare apprendimento e risultati.
È importante, per genitori, insegnanti e studenti, riconoscere i segnali di questo sovraccarico emotivo, per correre ai ripari”. Quando l’ansia diventa un ostacoloL’ansia scolastica diventa problematica quando smette di motivare e inizia a bloccare. Succede quando lo studente dedica gran parte delle proprie energie mentali a controllare la paura del fallimento, il giudizio o i sintomi fisici legati allo stress.
I dettagli
“Se impedisce di studiare con continuità, se durante l’esame si consegna la prova “in bianco”, nonostante una preparazione adeguata, oppure se dopo ogni prova si tende all’autosvalutazione e si prova paura crescente per gli esami successivi, siamo davanti a un circuito ansioso che va compreso e trattato”. I segnali da non sottovalutareI campanelli d’allarme non vanno cercati solo nel voto o nel rendimento, ma soprattutto nei cambiamenti di comportamento. Un primo segnale è l’evitamento: il ragazzo rimanda continuamente lo studio, dice di non sapere da dove iniziare, cambia attività di continuo, oppure evita del tutto di parlare dell’esame.
Un secondo indicatore è l’ipercontrollo, accompagnato da studio compulsivo, con la sensazione di non essere mai abbastanza preparati. Vanno poi osservati i segnali emotivi e corporei: irritabilità marcata, pianto frequente, crisi d’ansia, mal di testa, mal di pancia, nausea, tachicardia, insonnia o risvegli notturni. Il corpo spesso comunica prima delle parole che il carico emotivo è diventato eccessivo.
Un altro aspetto importante riguarda il linguaggio che il ragazzo usa verso sé stesso. Frasi come “non ce la farò mai”, “sono stupido”, “se va male è finita”, “deluderò tutti” indicano una lettura catastrofica delle prove di valutazione. Ansia scolastica un problema sempre più diffusoSecondo diverse ricerche internazionali, l’ansia scolastica è un fenomeno in crescita tra bambini e adolescenti: solo in Italia, ne soffre una percentuale compresa tra il 5 e il 28% di bambini e adolescenti.
L’esperta spiega che “l’ansia scolastica nasce molto spesso dall’intreccio di fattori personali, familiari, scolastici e sociali. Molti ragazzi vivono il voto non come una semplice valutazione, ma come una misura del proprio valore personale. Quando accade questo, l’esame smette di essere una prova scolastica e diventa una minaccia emotiva”.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





