
Strike: prestiti bitcoin senza rischio di volatilità, ma tassi fino al 14,2%
Strike ha lanciato il 7 luglio un nuovo prodotto di prestito garantito da bitcoin che promette di eliminare un rischio che ha bruciato molti holder durante le ultime turbolenze di mercato: la liquidazione forzata legata...
Bitcoin 1 Minute
Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: Strike ha lanciato il 7 luglio un nuovo prodotto di prestito garantito da bitcoin che promette di eliminare un rischio che ha bruciato molti holder durante le ultime turbolenze di mercato: la liquidazione forzata legata al prezzo. Si chiamano volatility-proof loans e, almeno sulla carta, rappresentano uno dei tentativi più espliciti di rendere i prestiti bitcoin senza rischio di volatilità una realtà accessibile al pubblico americano. Punti chiave Strike ha lanciato i volatility-proof loans il 7 luglio: nessuna liquidazione automatica legata al prezzo del bitcoin, purché i pagamenti siano rispettati.
Il LTV massimo iniziale è fissato al 45%, contro il 50% dei prestiti standard Strike, con una durata di sei mesi invece di dodici. Il tasso di interesse è circa 2,95 punti percentuali più alto rispetto al range standard del 7,49%-11,25% APR, arrivando potenzialmente fino al 14,2%. In caso di pagamento mancato, scatta un periodo di grazia di 10 giorni prima che Strike possa avviare una liquidazione parziale del collaterale.
Dinamiche di mercato
Il prodotto è disponibile solo in alcuni stati USA, con esclusione esplicita di California, New York e Texas. Il lancio di Strike e come funziona la protezione dalla volatilità Il meccanismo è più semplice di quanto sembri. Nei prestiti tradizionali garantiti da bitcoin, un calo del prezzo dell’asset fa scattare automaticamente una serie di allarmi a cascata: avviso al 65% di LTV, margin call al 70%, liquidazione parziale automatica all’85%.
Strike ha rimosso completamente questa catena di eventi dai suoi nuovi prestiti. Il collaterale depositato rimane intoccato indipendentemente da dove vada il prezzo di bitcoin, a condizione che il mutuatario continui a pagare le rate. Non è una promessa vuota di marketing.
Strike chiarisce che il prodotto elimina le azioni legate al prezzo, non quelle legate al comportamento del debitore. Una distinzione che Jack Mallers ha voluto sottolineare esplicitamente: “That’s why we call it ‘volatility-proof,’ not ‘liquidation-proof. '” Il contesto in cui arriva questo lancio è rilevante.
Impatto sui mercati
Strike ha introdotto i suoi primi prestiti bitcoin a maggio 2025, in un periodo in cui BTC ha poi subito un ribasso del 54% dal massimo storico. Quella volatilità ha generato numerose liquidazioni forzate e, secondo quanto riportato, ha alimentato critiche dirette al modello di Strike da parte dell’analista on-chain Willy Woo. I volatility-proof loans sembrano una risposta diretta a quell’episodio e al feedback della clientela.
Perché conta per chi detiene bitcoin a lungo termine Il problema delle liquidazioni forzate durante i ribassi non è mai stato puramente tecnico: è strutturale. Quando il prezzo scende bruscamente, i sistemi automatici vendono bitcoin proprio nel momento peggiore, amplificando il drawdown e costringendo gli holder a uscire involontariamente dalle posizioni. Un prodotto che scollega il destino del collaterale dalle oscillazioni di prezzo, almeno per la durata del prestito, risponde a una delle critiche più radicate all’adozione dei prestiti crypto.
Come ha commentato l’investitore bitcoin Fred Krueger, il prodotto “potrebbe eliminare uno dei più grandi problemi strutturali di bitcoin: le vendite forzate durante i crolli di mercato. ” Cosa cede il mutuatario in cambio della protezione La protezione ha un prezzo, e non è trascurabile. Strike ha costruito il prodotto introducendo una serie di vincoli rispetto ai prestiti standard.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




