
Summit Usa contro il terrorismo rosso, ecco chi sono gli Antifa tanto temuti da Trump
Leggi in app Seguici su Discover Summit Usa contro il terrorismo rosso, ecco chi sono gli Antifa tanto temuti da Trump di Alessia Candito Vecchia ossessione del presidente, non si tratta di un gruppo politico o una rete...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Seguici su Discover Summit Usa contro il terrorismo rosso, ecco chi sono gli Antifa tanto temuti da Trump di Alessia Candito Vecchia ossessione del presidente, non si tratta di un gruppo politico o una rete identificabile, ma nel 2025 sono stati bollati come organizzazione terroristica. L’allarme di esperti e organizzazioni per i diritti civili 12 Luglio 2026 Aggiornato alle 14:33 4 minuti di lettura Quando dagli Stati Uniti è arrivato alle cancellerie europee l’invito a un “summit internazionale contro il terrorismo rosso” molti hanno storto il naso e non solo per la temperatura ormai glaciale dei rapporti con gli Usa. Più di un Paese – ha rivelato il Washington Post, che per primo ha dato notizia del summit – ha cestinato l’invito.
L’Italia invece ha deciso di essere presente, quanto meno con un non ancora precisato sottosegretario. Ma secondo gli Usa chi sono questi “terroristi rossi” pronti a diventare, secondo il segretario di Stato Marco Rubio, “una minaccia transnazionale” tanto da chiamare a raccolta 60 ministri degli Esteri? L’executive order di Trump Negli Usa li chiamano Antifa, ma a dispetto dell’Executive Order del settembre 2025 con cui l’amministrazione Usa li bolla come “organizzazione terroristica interna”, ordinando alle agenzie federali di indagare e smantellare ogni attività “condotta da Antifa o da chi agisce per suo conto”, un’organizzazione vera e propria non esiste.
I dettagli
I più lo considerano un movimento decentralizzato, che affonda le radici nelle proteste seguite all’omicidio di George Floyd e nel tempo ha finito per aggregare idealmente non solo gruppi organizzati della più diversa natura, ma anche singoli. Una galassia non strutturata Si va dai gruppi anti-Ice (e il rischio è che ci finiscano dentro anche le parrocchie) ai comitati di solidarietà con la Palestina, da storiche sigle come il Rose City Antifa di Portland, di ispirazione socialista, agli anarchici del Metropolitan Anarchist Coordinating Council (MACC) di New York, dallo studentesco Youth liberation front a animalisti e ambientalisti. In realtà una vera e propria rete non c’è, neanche una struttura, si tratta di una galassia di sigle che si riconoscono nella lotta all’attuale amministrazione e/o ad alcune delle sue politiche.
L’ossessione di Trump per gli Antifa Per il presidente Trump si tratta di una rete eversiva con addirittura legami (criminali) con altre organizzazioni nel mondo, tanto che nei mesi scorsi – rivela il Wp – dagli Usa sarebbero arrivate alle agenzie investigative di vari Paesi richieste di informazioni su diverse organizzazioni politiche. Se è vero che negli ultimi mesi il presidente Usa ha iniziato a tuonare sempre di più contro “il comunismo”; quella per gli Antifa è in realtà una vecchia ossessione. Nei mesi del movimento Black Lives Matter, durante il suo primo mandato, Trump ha iniziato a riferirsi agli “antifa” come sinonimo di “caos e minaccia interna”.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





