
Teheran già prepara il funerale di Khamenei: “Cerimonia imponente”
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Teheran già prepara il funerale di Khamenei: “Cerimonia imponente” di Gabriella Colarusso () Le esequie dureranno sei giorni: attesi centinaia di migliaia di fedeli per incarnare la presunta vittoria della guerra L'ascolto è riservato agli abbonati premium 14 Giugno 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura È il segnale finora più concreto che un accordo tra America e Iran è davvero vicino, tanto vicino da consentire alla Repubblica islamica di organizzare infine la sepoltura al suo leader, l’uomo che per 37 anni ha rappresentato l’anima più intransigente, autoritaria e ideologica della teocrazia iraniana. Ali Khamenei fu ucciso nelle prime ore della guerra, il 28 febbraio, con una pioggia di bombe lanciate sul palazzo che ospitava il suo ufficio e sotto il bunker. Verrà sepolto a luglio, in esequie che si annunciano monumentali e che dureranno dal 4 al 9.
Lo ha annunciato ieri il comitato creato apposta per organizzare il funerale, segno che gli iraniani si aspettano l’avvio di una reale de-escalation dopo la possibile firma del Memorandum. La cerimonia inizierà dove tutto è cominciato, a Teheran, la capitale, nel mese di Muharram, il primo del calendario islamico, quando gli sciiti commemorano la battaglia di Kerbala e l’uccisione dell’Imam Husseini, nipote di Maometto. Per due giorni, il 4 e il 5, i fedeli potranno piangere Khamenei nell’Imam Khomeini Musalla, il principale luogo di culto della città.
I dettagli
Il 6 ci sarà la processione funebre a Teheran, il 7 a Qom, la città santa che ospita i principali seminari sciiti e il 9 verrà sepolto dov’è nato, a Mashhad, città santa nel nordest dell’Iran. Per 37 anni, Khamenei ha guidato con il pugno duro l’Iran, l’autocrate più longevo del ‘900, mai cedendo sull’ostilità all’America e a Israele e imponendo a una società civile in larga parte secolarizzata i dogmi di un potere fondato sulla sovranità di Dio e non del popolo. La sequenza di simboli e riti annunciata sembra puntare a un funerale che eguagli per clamore l’altro funerale che ha fatto la storia dell’Iran post rivoluzionario, il 6 giugno del 1989, quello di Ruhollah Khomeini, l’imam fondatore della Repubblica islamica.
Un fiume nero riempì le piazze delle grandi città dell’Iran. Le stime dissero 10 milioni di persone, il reporter del New York Times, John Kifner, scrisse tre: fu in ogni caso una delle cerimonie pubbliche più partecipate della storia. Nonostante la crisi degli ostaggi e la rottura dei rapporti diplomatici con gli Usa, un decennio prima, allora i reporter statunitensi potevano ancora lavorare nel Paese: a decine parteciparono al funerale per raccontarlo.
Ci fu ressa, caos, tanta era la folla. L’esercito dovette usare un elicottero Bell per trasportare Il corpo di Khomeini, avvolto in un sudario bianco, fino al cimitero Behesht-e-Zahara, a sud, dove fu sepolto, perché la marea umana impediva il passaggio di feretro.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





