
Tensione sul fine vita, scontro sulla macchina del Cnr
Un altro caso Libera è tecnicamente possibile. E chissà se potrà avverarsi l'ultimo auspicio della donna malata di sclerosi multipla, paralizzata dal collo in giù e morta il 25 marzo con il suicidio assistito, affinché...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Un altro caso Libera è tecnicamente possibile. E chissà se potrà avverarsi l'ultimo auspicio della donna malata di sclerosi multipla, paralizzata dal collo in giù e morta il 25 marzo con il suicidio assistito, affinché "nessuno aspetti due anni per un suo diritto". Lo strumento che le ha consentito di somministrarsi il farmaco letale - mandato in vena con un puntatore che ha attivato lei stessa muovendo gli occhi e realizzato dal Cnr, su incarico del tribunale di Firenze - "è riproducibile", "adattabile ai pazienti" e "consente l'espressione della loro volontà".
Lo spiega in commissione al Senato Emilio Campana, direttore del dipartimento di Ingegneria Ict del Cnr che mette così un punto fermo sulla possibilità per i malati che non possono assumere autonomamente un farmaco. E dalle stanze del Senato si riaccende lo scontro sulla legge sul fine vita. Anche nel centrodestra.
I dettagli
Se per i meloniani l'auto-somministrazione è sempre stata tecnicamente impossibile in Italia,a parte il caso eccezionale di Libera (che è stato il primo), a spingerla è Forza Italia. Di recente l'ha inserita in un suo emendamento al testo di maggioranza (dicendo che gli strumenti "devono essere reperiti dal Consiglio nazionale delle ricerche . "Chiederò di calendarizzare l'esame del ddl in aula prima possibile", annuncia Stefania Craxi, presidente degli azzurri al Senato.
E' lei a incarnare la svolta liberale voluta da Marina Berlusconi per il partito, e ora pronta a votare gli emendamenti al testo di maggioranza, fermi in commissione da un anno. "Una risposta è necessaria, spero in uno scatto e una presa di coscienza del Parlamento", ribadisce. Dalle opposizioni parte l'affondo contro la destra che "finora ha affossato la legge", ricordando che era prevista a inizio giugno - nel testo condiviso dal centrosinistra, a nome del dem Alfredo Bazoli - e rimandata in commissione.
Proprio Bazoli esclude che si discuta del testo dei relatori di maggioranza Zanettin-Zullo, visto che "esclude il Servizio sanitario nazionale, restringe le condizioni e prevede un comitato unico nazionale nominato dal governo". Nel mirino della sinistra finisce pure il presidente del Cnr, Andrea Lenzi, sentito in audizione il 16 giugno e che aveva ridimensionato il coinvolgimento del Cnr come un incarico dato dal tribunale fiorentino all'ingegnere Campana, indicato dall'associazione Luca Coscioni e autorizzato a realizzare e consegnare il prototipo per l'auto-somministrazione. Bypassando di fatto la presidenza dell'ente di ricerca, e chiarendo che quello strumento "non è nella disponibilità della Cnr".
Campana invece ha detto di aver condiviso ogni passaggio con la presidenza, di persona e via mail. Compresa la nota in cui è stato riferito ai giudici che "è possibile ipotizzare lo sviluppo in tempi rapidi di alcune copie identiche del dispositivo, da mettere a disposizione delle aziende sanitarie locali o del Ssn".
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





