
Trump crolla nei sondaggi. E il Senato lo sfida: mozione contro la guerra
Leggi in app Trump crolla nei sondaggi. E il Senato lo sfida: mozione contro la guerra dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli Approvata una risoluzione che limita i poteri sull’Iran. E il gradimento del tycoon va a...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Trump crolla nei sondaggi. E il Senato lo sfida: mozione contro la guerra dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli Approvata una risoluzione che limita i poteri sull’Iran. E il gradimento del tycoon va a picco: il 66% boccia il suo operato L'ascolto è riservato agli abbonati premium 24 Giugno 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura NEW YORK – Donald Trump continua a scivolare nei sondaggi, trascinando con sé verso il basso anche la reputazione degli Stati Uniti sul palcoscenico globale.
Ieri però ha ripetuto che la guerra in Iran era giusta, necessaria e utile, nonostante il Senato abbia approvato con 50 voti favorevoli la risoluzione per impedirgli di tornare a bombardare. Simbolica, ma politicamente pesante per le quattro defezioni repubblicane. Lui comunque ha “trollato” i rivali con la minaccia di correre per il terzo mandato, nonostante sia vietato dalla Costituzione.
I dettagli
«Forse - ha detto - dovremmo candidarci di nuovo», tra gli applausi dei sostenitori venuti ad ascoltarlo nel comizio tenuto in Pennsylvania. Mentre volava verso la Rust Belt, ha dichiarato ai giornalisti che «stiamo andando molto bene con l’Iran. Sono stati decimati e stiamo stringendo un accordo con loro.
Ieri sono usciti 19 milioni di barili di petrolio, il volume più grande nella storia dello Stretto di Hormuz. Il nostro mercato azionario è alle stelle e i prezzi del petrolio stanno crollando». Ha risposto così alla smentita degli iraniani di aver riaperto le porte agli ispettori dell’Aiea: «Si sbagliano.
Ce l’hanno detto direttamente e abbiamo tutto sotto controllo, al 100%. E se avessero ragione, annullerei subito gli incontri». Anche perché la Repubblica islamica, secondo lui, non ha alternative: «I soldi che preleveremo da Teheran andranno ai nostri agricoltori per fornire mais, soia e grano all’Iran, perché hanno un problema di fame».
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





