
Trump decide sull'Iran. 'Possibili altri due mesi di tregua'
Il braccio di ferro tra Usa e Iran sembra destinato a sbloccarsi a breve, in un modo o nell'altro. Tutte le parti coinvolte segnalano progressi dopo la visita venerdì dei mediatori a Teheran. Ma per ora manca lo sprint...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Il braccio di ferro tra Usa e Iran sembra destinato a sbloccarsi a breve, in un modo o nell'altro. Tutte le parti coinvolte segnalano progressi dopo la visita venerdì dei mediatori a Teheran. Ma per ora manca lo sprint finale verso quello che comunque dovrebbe essere solo un pre-accordo o memorandum d'intesa, con la proroga della tregua di due mesi.
Donald Trump ha annunciato a Cbs News che "ci stiamo avvicinando notevolmente" ad un accordo e che un'intesa finale impedirebbe a Teheran di ottenere un'arma nucleare, garantendo che l'uranio arricchito iraniano venga "gestito in modo soddisfacente". "Firmerò un accordo solo se otterremo tutto ciò che vogliamo", ha sottolineato. In un'intervista ad Axios ha rivelato che avrebbe discusso l'ultima bozza dell'accordo con i suoi consiglieri (Steve Witkoff, Jared Kushner e il vicepresidente JD Vance) e che potrebbe decidere entro la giornata di domenica se riprendere o meno la guerra.
I dettagli
Il momento appare così cruciale da averlo indotto a disertare le nozze del figlio Donald Jr con Bettina Anderson su un'isola privata alle Bahamas. Per approfondire Agenzia ANSA Iran: Israele tra venti di guerra e timori di un'intesa al ribasso - Notizie - Ansa. it Il Nyt, 'Netanyahu non coinvolto nella trattativa'.
Il premier convoca la coalizione (ANSA) Il commander in chief ha affermato che le probabilità di un "buon" accordo o di un attacco per "spazzarli via completamente" sono "50% e 50%". Determinante sarà anche la call con i leader del Golfo, che finora hanno fatto pressing per una soluzione diplomatica: tra i partecipanti i leader di Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Turchia, oltre al Pakistan che resta il principale mediatore. Anche il segretario di Stato americano Marco Rubio, in visita in India, ha parlato di progressi sull'Iran avvisando che "più tardi oggi, domani o tra un paio di giorni, potremmo avere qualcosa da annunciare".
La prospettiva di un accordo diplomatico preoccupa il premier israeliano Benyamin Netanyahu, che secondo il New York Times è stato escluso dai negoziati passando di fatto da un ruolo di "co-pilota" a quello di "mero passeggero" della crisi. Ma Teheran, che in questo mese di tregua dice di aver riorganizzato le sue forze armate, sembra più cauta sull'evoluzione dei colloqui. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha fatto una dichiarazione un po' sibillina: "Siamo allo stesso tempo molto vicini e molto lontani da un accordo", ha detto, riconoscendo che "l'attuale slancio dei negoziati sta portando a una riduzione delle divergenze", ma precisando che "ciò non significa che abbiamo raggiunto una piena comprensione su questioni di tale immensa importanza, ma piuttosto che ci stiamo muovendo verso una soluzione reciprocamente accettabile basata su una serie di parametri definiti".
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.




