
Usa confermano lo scudo nucleare, più testate sul fianco est
Gli Stati Uniti - per calmare le acque e rassicurare i partner del fianco est dopo le voci di tagli consistenti alle forze convenzionali in Europa - avrebbero aperto alla possibilità di dislocare un maggior numero di...
Russia — Trump and Putin will meet after that?
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Gli Stati Uniti - per calmare le acque e rassicurare i partner del fianco est dopo le voci di tagli consistenti alle forze convenzionali in Europa - avrebbero aperto alla possibilità di dislocare un maggior numero di armi nucleari, andando oltre il gruppo attuale dei sei alleati privilegiati, tra i quali si conta l'Italia. Da anni, infatti, molti nuovi membri della Nato, Polonia in testa, chiedono di poter entrare nel club, aumentando così la deterrenza nei confronti di Mosca. "I colloqui, che sono altamente riservati e potrebbero non portare ad alcuna modifica degli accordi di condivisione nucleare, si svolgono in un clima di diffusa preoccupazione in Europa per le mosse di Donald Trump volte a ritirare le truppe statunitensi e i sistemi d'arma strategici dal continente", afferma il Financial Times.
Ciò consentirebbe potenzialmente a un maggior numero di Paesi di ospitare i cosiddetti velivoli statunitensi a doppia capacità (Dca), in grado di sferrare attacchi nucleari (mossa che, ad ogni modo, non viene data come "imminente . Il programma di condivisione nucleare della Nato coinvolge attualmente Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Turchia e Regno Unito, autorizzati ad ospitare i jet dual use e le bombe nucleari tattiche Usa "di prima linea". Gli ordigni però sono sotto la protezione degli Stati Uniti e Washington mantiene l'esclusiva autorizzazione al loro utilizzo.
I dettagli
L'ex presidente polacco Andrzej Duda aveva invitato gli Usa ad estendere l'iniziativa al proprio territorio ma, allo stesso tempo, quest'anno Varsavia ha aderito a una nuova iniziativa francese volta a valutare, per la prima volta, la possibilità di trasferire temporaneamente parte della propria forza di deterrenza nucleare nei Paesi europei alleati. Le due iniziative, a quanto si apprende da fonti Nato, non sono in contrasto tra loro, dato che la deterrenza avanza americana è vista come "complementare" all'offerta francese (che pure è in fasce e va ancora sviluppata). Dunque nessuna gara tra Washington e Parigi.
Naturalmente sono tutti temi che potranno essere affrontati al summit alleato di Ankara, dove Donald Trump farà il punto con gli europei dopo il difficile periodo scatenato dalla guerra in Iran. Il Vecchio Mondo si sta sempre di più attrezzando a far da sé e lo si vede molto chiaramente sul dossier ucraino. I 27 dell'Ue stanno già studiando il 21esimo pacchetto sanzioni contro la Russia e, ora che il prestito da 90 miliardi è stato approvato, iniziano pure a fioccare i progetti comuni con Kiev nell'ambito della difesa.
L'altro punto dove si tenta lo scatto in avanti è l'ingresso dell'Ucraina nell'Ue. L'aspettativa è che a giugno si apra il primo cluster, il più importante, quello sui fondamentali, ed entro la fine dell'estate anche tutti gli altri. Per Volodymyr Zelensky sarebbe un risultato importante, da vendersi in patria in un momento difficile.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





