
Venezuela, il dramma dei bimbi rimasti soli in ospedale
Leggi in app Venezuela, il dramma dei bimbi rimasti soli in ospedale di Alessia Candito Secondo l’Unicef, sono almeno 3,9 milioni i bambini e ragazzini presenti nelle aree del sisma L'ascolto è riservato agli abbonati...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Venezuela, il dramma dei bimbi rimasti soli in ospedale di Alessia Candito Secondo l’Unicef, sono almeno 3,9 milioni i bambini e ragazzini presenti nelle aree del sisma L'ascolto è riservato agli abbonati premium 27 Giugno 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura All’ospedale José María Vargas di La Guaira, una delle zone più colpite, i letti sono finiti. I pazienti meno gravi sono stati trasferiti nel parcheggio. I più fortunati sulle barelle, altri sulle sedie o per terra.
I bambini no, quasi tutti, quando vengono tirati fuori vivi dalle macerie vengono mandati a Caracas. Alcuni sono vigili, sono in grado di dire il proprio nome. Altri invece lo portano solo scritto su braccialetto di carta legato al polso, perché i parenti o i vicini lo hanno urlato ai soccorritori prima che li portassero via.
I dettagli
«Mi chiamo Junior, Junior Diaz», dice, in un video ottenuto da Repubblica attraverso fonti sanitarie, un bimbo di tre anni con una vistosa ferita al volto. Parla con l’infermiera dell’ospedale Miguel Pérez Carreño di Caracas, che sta cercando di identificare i piccoli rimasti soli, ma quello non è il suo nome, José Diaz Diaz c’è scritto sul suo braccialetto. «Noi abitiamo a Rincon», spiega ma è un luogo che non esiste.
La donna sospira e passa oltre. «Mio papà si chiama Nelry, la mia mamma si chiama, si chiamava, Mayra» dice un altro bimbo, Alejandro Macedo. La donna non può che dirgli: «Vediamo se altri parenti sono venuti a cercarti».
Anche al Domingo Luciani, molti dei pazienti ricoverati sono bambini. Tredici anni, Yenderlin Cabarza è stata portata d’urgenza lì dai soccorritori non appena sono riusciti a estrarla dalle macerie di uno dei palazzi di La Guaira. E non è stato per nulla semplice.
Aveva entrambe le braccia letteralmente spezzate, è stato necessario scavare ancora e ancora per tirarla fuori ed evitare ulteriori danni. I genitori, entrambi sopravvissuti, l’hanno raggiunta dopo e l’hanno trovata al primo tentativo.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.




