
Vingegaard vince a Pila e si veste di rosa. Cresce la giovane Italia: bene Piganzoli e Pellizzari
Leggi in app Vingegaard vince a Pila e si veste di rosa. Cresce la giovane Italia: bene Piganzoli e Pellizzari dal nostro inviato Cosimo Cito () Il valtellinese e il marchigiano sono 4° e 5° di tappa e entrami in top 10...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Vingegaard vince a Pila e si veste di rosa. Cresce la giovane Italia: bene Piganzoli e Pellizzari dal nostro inviato Cosimo Cito () Il valtellinese e il marchigiano sono 4° e 5° di tappa e entrami in top 10 in classifica. Eulalio perde 3’ 23 Maggio 2026 alle 17:18 2 minuti di lettura AOSTA – Jonas Vingegaard ha messo definitivamente i conti del Giro d’Italia a posto.
Il danese è la nuova maglia rosa: se l’ è presa a Pila con il suo terzo successo di tappa dopo quelli sul Blockhaus e a Corno alle Scale. Tutti gli arrivi in salita li ha vinti lui, stavolta con un’accelerazione ai 4,6 km dall’arrivo. Una sola flessione, nella crono di Massa, per il resto Vingegaard è sempre stato in assoluto controllo del Giro pur privo del simbolo del primato, sfilato dopo 10 tappe al generoso Afonso Eulalio, arrivato a quasi tre minuti.
I dettagli
C’è un’Italia giovane che però fa ben sperare dietro Vingegaard: quarto e quinto di tappa sono Piganzoli e Pellizzari, a un minuto dal danese, a una ventina di secondi da Gall, il secondo miglior scalatore di questo Giro. Entrambi hanno motivi per essere felici: Piganzoli ha lavorato per Vingegaard ma non si è lasciato sfilare, Pellizzari ha resistito a un momento di crisi ed è salito di ottimo passo assieme al compagno di squadra Jai Hindley. La lotta per il podio è apertissima, anche perché Arensman ha perso 1’20” da Vingegaard.
La nuova classifica vede il capitano della Visma con 2’26” su Eulalio, 2’50” su Gall, poi Arensman, Hindley e Pellizzari, 6° a 4’22” (era partito 9°). Piganzoli è 10° a 6’13”. E i due italiani hanno rispettivamente 22 e 23 anni.
E alla fine del Giro manca tutta l’ultima settimana. La cronaca Giornata caldissima, svolgimento molto lineare: sulla prima delle cinque salite di giornata parte la fuga che, dopo diversi cambiamenti, si riduce a 10 corridori. Tra loro il più attivo, anche in chiave classifica dei gpm, è Giulio Ciccone.
Cosa dicono gli esperti
Si susseguono senza colpi di scena le salite di Saint-Barthelemy, Doues, Lin Noir e Verrogne. Ai piedi della salita finale verso Pila il gruppo maglia rosa ha 2 minuti e 15” di ritardo. Importante quello che accade nel traguardo volante a punti: Narvaez lo vince agevolmente su Garofoli e sfila per un punto la maglia ciclamino a Magnier.
Giornata in controllo totale da parte della Visma di Vingegaard. Eulalio scherza con la telecamera, sembra in palla, ma non appena inizia la salita di Pila scivola indietro nel gruppo dei big. Nella stessa zona arretrata anche Giulio Pellizzari.
LaPresse#GirodItalia pic. com/Vn3qOw7bZs— Giro d'Italia (@giroditalia) May 23, 2026 Dopo Campenaerts, Kuss accelera ai -8,5: si staccano subito O’Connor e Gee, poi Eulalio. Si sfila Kuss, nella Visma tocca a Piganzoli: il ritmo sale, Pellizzari resiste come penultimo dei 10 nel gruppetto Vingegaard.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.




