
"Voto per i fuorisede. No alla patrimoniale". Conte a Rep Idee, il dibattito si accende sull’Ucraina
Leggi in app "Voto per i fuorisede. No alla patrimoniale". Conte a Rep Idee, il dibattito si accende sull’Ucraina di Marco Bettazzi (eikon) Il presidente del M5S: “Noi un problema per il campo progressista? Allora si...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app "Voto per i fuorisede. No alla patrimoniale". Conte a Rep Idee, il dibattito si accende sull’Ucraina di Marco Bettazzi (eikon) Il presidente del M5S: “Noi un problema per il campo progressista?
Allora si mettono le sorti della vittoria del centrosinistra nelle mani di Vannacci” 13 Giugno 2026 alle 20:33 2 minuti di lettura BOLOGNA – La premier Giorgia Meloni “mollata da Trump”, il centrosinistra che “non parte da zero, perché abbiamo tanti punti condivisi”. L’appello per concedere il voto ai fuorisede, il suo no alla patrimoniale e il dibattito sull’Ucraina che si riaccende. Il presidente del M5S Giuseppe Conte arriva sul palco di Repubblica delle Idee e dalla platea di piazza Maggiore raccoglie tanti applausi e qualche fischio.
I dettagli
Nel dialogo col vicedirettore di Repubblica Stefano Cappellini si parte dalla reputazione dell’Italia ai tempi del governo Meloni. “L'Italia ha contribuito a distruggere la legalità internazionale, continuando a inchinarci di fronte a Trump e Netanyahu e addirittura siamo oggi, insieme ad altri, additati come 'Paese canaglia' che viola la giustizia internazionale, dopo il caso Almasri". Dallo sguardo esterno ai nodi della democrazia interna.
A Meloni e i ministri chiede “un po' di dignità e rispetto per tutte le persone fuorisede: mettiamo un emendamento perché l'ultima volta siete stati scandalosi, non avete permesso a tanti giovani di poter votare e siete stati puniti lo stesso". Ma il programma della coalizione di centrosinistra, insiste Cappellini? "Non partiamo da zero – risponde Conte – abbiamo tanti punti condivisi: sulle politiche del lavoro, dal salario minimo al congedo paritario e alla riduzione orario di lavoro, e poi tante mozioni con punti unitari che fanno parte di intelaiatura di base.
Potremmo scrivere il programma prendendoci un fine settimana con i segretari di partito, ma io non lo voglio. Noi facciamo un percorso interno per ascoltarci, poi ci troviamo a settembre per condividerlo con le altre forze politiche". E se non sarà lo stesso Conte il candidato premier che sfiderà Meloni?
Cosa dicono gli esperti
"Se non dovessi essere io, voi troverete sempre un costruttore e mai un rottamatore”. Esce il nome di Matteo Renzi. "Non la mettiamo sul piano personale, credo che con Renzi i problemi ce li abbiano un po’ tutti, obiettivamente nella sua storia è stato più volte rottamatore.
Io penso che noi vinciamo se portiamo un programma che sa cogliere le priorità offrendo soluzioni ragionevoli, con un governo che dovrà durare cinque anni. Ma c'è un problema di affidabilità, questo andrà affrontato a tempo debito”. E avverte: “Quando sento dire che il campo progressista ha un problema perché c'è il Movimento 5 Stelle, rispondo: volete fare senza di noi?
Volete escluderci e mettere le sorti della vittoria nelle mani di Vannacci? L’ex presidente del Consiglio respinge l'etichetta di populismo spesso attribuita al M5S. "Possiamo stare a parlare di populismo o non populismo?
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





