Vulnerabilità Microsoft Entra ID: gravità massima 10/10, nessuna azione richiesta

Il punteggio è il massimo possibile: 10 su 10. Quando Microsoft assegna questo voto a un bug, significa che la falla può essere sfruttata da chiunque, senza credenziali e senza che la vittima faccia nulla. È esattamente...
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Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: Il punteggio è il massimo possibile: 10 su 10. Quando Microsoft assegna questo voto a un bug, significa che la falla può essere sfruttata da chiunque, senza credenziali e senza che la vittima faccia nulla. È esattamente ciò che è successo con la vulnerabilità Microsoft Entra ID rivelata questa settimana, un difetto critico di esecuzione di codice remoto che ha coinvolto uno dei servizi di identità cloud più usati al mondo, quello che gestisce gli accessi a Microsoft 365, Azure e decine di applicazioni aziendali collegate.
Punti chiave La falla, identificata come CVE-2026-69836, ha ottenuto un punteggio CVSS di 10. 0, il massimo della scala di gravità. Il problema riguardava Microsoft Entra ID, il servizio cloud di gestione delle identità già noto come Azure Active Directory.
Dinamiche di mercato
Poteva essere sfruttato da remoto, senza privilegi preesistenti né interazione dell’utente. Microsoft ha corretto il bug prima della divulgazione pubblica e ha confermato che non è stato exploitato nel mondo reale. La scoperta si inserisce in un contesto in cui l’intelligenza artificiale gioca un ruolo crescente nella caccia alle vulnerabilità informatiche.
Vulnerabilità critica di esecuzione codice remoto in Microsoft Entra ID La falla scoperta in Entra ID avrebbe permesso a un attaccante non autenticato di eseguire codice da remoto sul servizio cloud, semplicemente inviando dati manipolati attraverso la rete. È il tipo di problema che i team di sicurezza temono di più, perché non richiede alcun passo preliminare da parte della vittima né alcun accesso già acquisito dall’attaccante. Gravità e identificazione La vulnerabilità è stata catalogata come CVE-2026-69836 e ha ricevuto un punteggio CVSS di 10.
0, il massimo previsto dalla scala internazionale di valutazione della gravità dei bug informatici. A scoprirla è stato Robert Fitzpatrick, Principal Security Engineer di Microsoft, il cui lavoro ha permesso all’azienda di intervenire prima che il problema diventasse pubblico. Entra ID, va ricordato, è la piattaforma cloud che verifica i login e controlla gli accessi a Microsoft 365, Azure e a numerose applicazioni di terze parti collegate: un ruolo che rende ogni sua falla particolarmente delicata per milioni di organizzazioni.
Impatto sui mercati
Dettagli dello sfruttamento e rischi Secondo l’avviso di sicurezza pubblicato da Microsoft, “la deserializzazione di dati non attendibili in Microsoft Entra ID consente a un attaccante non autorizzato di eseguire codice attraverso la rete”. In pratica, la deserializzazione è il processo che trasforma i dati in un formato utilizzabile da un’applicazione: se questi dati non vengono validati correttamente, un malintenzionato può manipolarli per far eseguire al sistema comandi dannosi. L’attacco, spiega l’azienda, richiedeva una complessità bassa e non necessitava né di privilegi preesistenti né di alcuna interazione da parte dell’utente, due fattori che normalmente riducono il rischio ma che qui erano del tutto assenti.
Risposta di Microsoft e mitigazione della vulnerabilità Microsoft ha risolto il problema prima ancora di pubblicare il relativo CVE, evitando così una finestra di esposizione pubblica del difetto. La società ha inoltre chiarito che agli utenti non è richiesta alcuna azione, perché la correzione era già stata applicata a livello di infrastruttura. Rilascio della patch e indicazioni per gli utenti “Abbiamo identificato e risolto questo problema con una correzione e abbiamo pubblicato il CVE-2026-69836 per maggiore trasparenza”, ha dichiarato un portavoce di Microsoft a .
“Non ci sono ulteriori azioni che i clienti devono compiere. ” La stessa Microsoft ha precisato che l’obiettivo della pubblicazione del bollettino era esclusivamente informativo, non un invito a intervenire manualmente sui propri sistemi. Stato degli sfruttamenti e trasparenza Un dettaglio importante riguarda la classificazione dello stato di exploit: inizialmente la vulnerabilità era stata indicata come già sfruttata attivamente, ma i ricercatori hanno poi corretto la valutazione da “Sì” a “No”, confermando che non risultava exploitata nel mondo reale e definendo la revisione “una modifica puramente informativa“.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




