
“A Camaiore è stato un agguato, il padre li aspettava con il fucile”
Leggi in app “A Camaiore è stato un agguato, il padre li aspettava con il fucile” di Andrea Vivaldi Mirko Moriconi (sui social Michelangelo Andreoni), il giovane ucciso dal padre a Camaiore Le ricostruzioni della...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app “A Camaiore è stato un agguato, il padre li aspettava con il fucile” di Andrea Vivaldi Mirko Moriconi (sui social Michelangelo Andreoni), il giovane ucciso dal padre a Camaiore Le ricostruzioni della procura confermano la premeditazione: Moriconi ha ucciso moglie e figlio dopo tre settimane di liti L'ascolto è riservato agli abbonati premium 28 Giugno 2026 alle 00:59 2 minuti di lettura Camaiore – Ha atteso, fino a quando l’auto con a bordo la moglie e il figlio non ha percorso il vialetto di ghiaino e si è fermata nel cortile davanti a casa. Ha stretto l’arma tra le mani. E pochi istanti dopo ha aperto il fuoco.
Cinque colpi sono andati a segno contro la sua famiglia. Il duplice omicidio di Piero Moriconi, muratore e cacciatore di 63 anni, non sarebbe stato un’improvvisa reazione di rabbia. Un appostamento con cui ha ucciso Mirko Moriconi, 24 anni, e Kety Andreoni, 52.
I dettagli
Lo credono la procura di Lucca e gli investigatori dei carabinieri che stanno tracciando ogni momento di mercoledì scorso quando tra i terratetti a Pieve di Camaiore si è compiuta la strage familiare. A Moriconi, portato in carcere dopo essere rimasto in silenzio durante l’udienza di convalida, è contestata l’aggravante della premeditazione. Lui stesso in caserma aveva detto di aver maturato il pensiero di sbarazzarsi della sua famiglia già da settimane: «Ci ho pensato venti giorni fa dopo un litigio».
Le tre settimane seguenti sono state segnate da nuove discussioni, alcune così roboanti da spingere i vicini a chiamare le ambulanze. Finché quattro giorni fa la situazione è degenerata. L’uomo aveva un fucile calibro 12 regolarmente detenuto.
Ha esploso due colpi a distanza ravvicinata. Poi ha ricaricato l’arma e ha aperto di nuovo il fuoco. Per la terza volta, ha inserito nuove cartucce.
Cosa dicono gli esperti
E ha mirato verso i corpi a terra di Mirko e Kety. I carabinieri attendono gli esami balistici per accertare il punto esatto da cui ha sparato e altri dettagli. Così come l’analisi dei cellulari per capire se abbia telefonato alla moglie o al figlio per accertarsi che stessero rientrando a casa.
L’inchiesta è coordinata dalla pm Elena Leone. Dopo i due omicidi, Moriconi è entrato in casa. Ha raggiunto l’armadietto blindato in cui teneva le armi e ha riposto il fucile.
Poi è tornato fuori, si è seduto su un muretto davanti ai corpi e ha atteso l’arrivo dei carabinieri, senza opporre resistenza. Più tardi ha iniziato a descrivere un complicato intreccio di tensioni familiari per le questioni più disparate: soldi, presunti tradimenti della moglie, i problemi di alcol e droga del figlio (era seguito dal Sert), che a inizio giugno era stato anche ricoverato per tre giorni in psichiatria. Ma a creare contrasti in casa era stata anche l’omosessualità del ragazzo, non accettata dal padre come aveva più volte detto il giovane in alcuni video social: «È brutto pensare che un padre ti preferisce morto che gay.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





