
Almirante, La Russa: “Non mischiamo il suo ricordo con Vannacci. Cadremmo molto in basso”
Leggi in app Almirante, La Russa: “Non mischiamo il suo ricordo con Vannacci. Cadremmo molto in basso” di Federica Venni Al convegno sullo storico segretario del Movimento sociale italiano il videomessaggio di Arianna...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Almirante, La Russa: “Non mischiamo il suo ricordo con Vannacci. Cadremmo molto in basso” di Federica Venni Al convegno sullo storico segretario del Movimento sociale italiano il videomessaggio di Arianna Meloni: “L’antifascismo militante inquina il confronto politico”. La replica del Pd: “Infanga la Resistenza” 25 Giugno 2026 alle 22:11 2 minuti di lettura “Oggi, purtroppo, la grandezza di Giorgio Almirante viene spesso negata da quell’antifascismo militante che sta inquinando e avvelenando il confronto politico”.
Non usa parole leggere, Arianna Meloni, nel parlare del rapporto tra le idee della destra e quelle di chi le contesta. Lo fa in un video messaggio mandato a Milano, nella sede della Regione Lombardia, dove si tiene un convegno per ricordare l’eredità politica e culturale dello storico segretario del Movimento sociale italiano. La sorella della premier, responsabile della segreteria politica nazionale di Fratelli d’Italia, incalza: “Lo dico con amarezza, perché avverto spesso i sintomi del ritorno di una stagione, una stagione dell’odio che trasforma l’avversario politico in un mostro, in un simbolo da abbattere.
I dettagli
Come spesso ci capita quando assistiamo alle scene di manifestanti che danno alle fiamme fantocci o bandiere”, dice. “E come purtroppo abbiamo già sperimentato, il passo dalle fiamme virtuali a quelle reali è davvero molto breve”. Per Meloni è quindi urgente “denunciare con forza questa terribile deriva”, anche attraverso “iniziative di questo tipo” che “aiutano a restituire la giusta luce e la corretta prospettiva alla vita di un uomo di cui si possono sicuramente criticare le idee, ma al quale va riconosciuto un enorme merito storico”.
E poi, il tema della “pacificazione” nazionale, voce sempre presente nel vocabolario della destra italiana, soprattutto dopo gli anni di Piombo: “Se oggi si può parlare di pacificazione, se si può chiudere una pagina di storia e aprirne una nuova, il merito è soprattutto di Almirante e di quanti al suo fianco lo hanno sostenuto”. Infine: “Furono quelli gli anni in cui la mia generazione raccolse quel testimone e quella fiamma che ancora oggi è viva nel nostro simbolo rappresenta quella preziosa eredità”. Che ha “protetto i valori di destra dal ghetto dell’arco costituzionale”.
E scroscianti, dalla fitta platea di colonnelli, arrivano anche quando a Ignazio La Russa si fa notare che dei “valori” di Giorgio Almirante se ne sta appropriando anche qualcuno che veleggia fuori dal perimetro dei suoi diretti eredi. Quel qualcuno è Roberto Vannacci: “Non mischiamo il ricordo di Almirante con le problematiche di Vannacci – tuona il presidente del Senato – perché facciamo cadere tutto molto in basso, non ci sto”. Perché, spiega, “nessuno si può appropriare, riuscendoci, della figura di Almirante, che ha una precisa storia e una coerenza.
Per potersene appropriare bisogna conoscere il suo pensiero, almeno averlo applaudito una volta o pensare di volerlo applaudire”.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





