
Attentato a Ranucci, componente della banda non risponde ai pm
Erano certi "di avere fatto la storia", di avere piazzato "la bomba là", all'esterno dalla villetta in cui il giornalista Sigfrido Ranucci vive con la famiglia a Pomezia, centro in provincia di Roma. Sono quattro,...
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Erano certi "di avere fatto la storia", di avere piazzato "la bomba là", all'esterno dalla villetta in cui il giornalista Sigfrido Ranucci vive con la famiglia a Pomezia, centro in provincia di Roma. Sono quattro, secondo i pm dell'antimafia della Capitale, gli autori materiali dell'attentato al conduttore di Report che la sera del 16 ottobre del 2025 semidistrusse l'auto del giornalista e causò danni all'abitazione. Marika De Filippis, componente della banda che ha materialmente compiuto l'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, si è avvalsa della facoltà di non rispondere davanti al pm di Roma.
L'atto si svolto in videoconferenza in quanto la donna è agli arresti domiciliari ad Avella, comune dell'Avellinese. Nei suoi confronti i pm della Dda di Roma contestano in concorso con altri tre indagati i reati di detenzione di esplosivi e danneggiamento con l'aggravante del metodo mafioso. Domani sono, invece, in programma gli interrogatori degli altri tre.
Davanti al pm sfileranno Pellegrino D'Avino ritenuto dagli inquirenti la persona che ha mantenuto i contatti con Gomes Tavares, factotum dell'imprenditore Valter Lavitola e ritenuto l'intermediario nell'organizzazione dell'azione dinamitarda del 16 ottobre scorso. In programma anche gli interrogatori per Antonio Passariello, la persona che materialmente ha piazzato l'ordigno, e Saverio Mutone. In base a quanto si apprende, anche i tre dovrebbero avvalersi della facoltà di non rispondere.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





