
Bitcoin: in risalita le riserve delle balene, dipende dal prezzo della crypto?
Oggi Santiment Intelligence ha pubblicato un post su X in cui evidenzia come di recente siano risalite le riserve di Bitcoin delle balene. Si tratta di una dinamica compatibile con la distribuzione di BTC da parte dei...
Bitcoin 1 Minute
Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: Oggi Santiment Intelligence ha pubblicato un post su X in cui evidenzia come di recente siano risalite le riserve di Bitcoin delle balene. Si tratta di una dinamica compatibile con la distribuzione di BTC da parte dei retail avvenuta a partire da metà maggio. In teoria una dinamica tale fa credere che le balene si attendano un periodo di risalita anche del prezzo di Bitocin.
Le balene Quelli che Santiment Intelligence chiama “balene” in questo caso specifico sono i grandi detentori di Bitcoin. Va però precisato che ci sono anche altre tipologie di balene. Infatti non sempre chi detiene grandi quantità di BTC è anche un operatore sui mercati finanziari che muove grosse quantità di valuta fiat.
Dinamiche di mercato
Pertanto un grande detentore di BTC è sicuramente una balena di Bitcoin, ma al tempo stesso può sia essere sia non essere una balena dei mercati finanziari. Nello specifico, Santiment si riferisce a quegli indirizzi che on-chain detengono almeno mille BTC, ovvero almeno 64 milioni di dollari in Bitcoin. Innanzitutto va specificato che sono indirizzi, e non necessariamente singoli possessori, dato che tra quegli indirizzi vi sono anche tutti gli exchange ed i wallet custodial che custodiscono Bitcoin per conto dei loro numerosissimi clienti.
Inoltre diversi movimenti tra questi indirizzi a volte sono solamente spostamenti da un indirizzo all’altro, e non vendite ed acquisti. La risalita delle riserve di Bitcoin Santiment evidenzia come la quantità di Bitcoin detenuta on-chain da indirizzi con almeno mille BTC a partire dalla seconda metà di maggio nel complesso è risalita a 7,17 milioni di BTC. Si tratta di una cifra che non si vedeva dal 14 marzo, e che rappresenta il 35,82% di tutta la supply esistente di Bitcoin.
In totale comunque in tutto il mondo ci sono solo più di duemila indirizzi con almeno 1. Da notare che dal grafico pubblicato da Santiment emerge chiaramente come a partire dalla metà di febbraio i BTC detenuti nel complesso da questa tipologia di balene sono scesi quasi in continuazione proprio fino a circa la metà di maggio. Da allora invece c’è stato un rimbalzo.
Impatto sui mercati
La distribuzione dei retail Questa dinamica è compatibile con l’ipotesi della distribuzione di BTC da parte dei retail. Utilizzando altre metriche, presenti su CryptoQuant, è evidente che tra la seconda metà di maggio ed i primi giorni di giugno sono stati depositati sugli exchange crypto molto BTC. Dopo il crollo del prezzo 6 giugno tale trend si è invertito, ed ora ormai da diversi giorni si registra un ritiro diffuso di Bitcoin dagli exchange.
Il fatto è che durante i giorni in cui il numero di BTC sugli exchange continuava ad aumentare, l’attività di deposito era dominata da indirizzi con pochi Bitcoin, o addirittura anche solo pochi Satoshi (un Satoshi è un centomilionesimo di BTC). Invece non appena il trend si è invertito, a dominare i prelievi sono diventati indirizzi con molti BTC, simili a quelli citati prima da Santiment. Pertanto è molto probabile che durante il crollo del prezzo avvenuto tra la seconda metà di maggio ed i primi giorni di giugno, a vendere BTC siano stati soprattutto retail, dato che chi deposita Bitcoin su un exchange molto probabilmente lo fa per venderli.
A comprare questi BTC venduti dai retail sembrerebbero essere state le balene, che una volta terminato il crollo hanno iniziato a prelevare i Bitcoin appena comprati. Tutto ciò è perfettamente compatibile con il grafico mostrato da Santiment che evidenzia un incremento di BTC da parte dei grandi indirizzi. La nuova fase Il 6 giugno si è conclusa la fase ribassista, iniziata l’11 maggio e peggiorata soprattutto a partire dal 26 maggio.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




