
Bitcoin: volatilità ai minimi degli ultimi nove mesi, cosa centra la perdita di interesse dei retail?
La volatilità implicita del prezzo di Bitcoin ha toccato il livello minimo degli ultimi nove mesi. Dopo essere schizzata in alto a febbraio, durante il crollo che portò il prezzo di BTC a 60.000$, ha iniziato un lungo...
Una notizia importante fa rumore nell’ecosistema blockchain. La volatilità implicita del prezzo di Bitcoin ha toccato il livello minimo degli ultimi nove mesi. Dopo essere schizzata in alto a febbraio, durante il crollo che portò il prezzo di BTC a 60. 000$, ha iniziato un lungo percorso di attenuazione che sembra essere ancora in corso.
Ciò va di pari passo con la perdita di interesse da parte dei retail. La volatilità di Bitcoin Esiste un indice, chiamato BVIV, che misura specificatamente la volatilità implicita del prezzo di Bitcoin. È praticamente l’equivalente del VIX, che misura la volatilità del mercato azionario S&P 500, applicato a Bitcoin.
Dinamiche di mercato
In particolare riflette le aspettative del mercato sulla volatilità futura di Bitcoin nei prossimi 30 giorni, calcolata a partire dai prezzi delle opzioni su BTC. Quando il valore dell’indice BVIV è alto significa che il mercato sta prezzando forti movimenti di prezzo futuri in entrambe le direzioni, ovvero incertezza o paura. Invece quando è basso si limita ad indicare aspettative di relativa calma e stabilità.
Viene utilizzato per misurare il “sentiment” ed il rischio percepito sul mercato di Bitcoin. Il minimo A partire da fine settembre 2025 il valore dell’indice BVIV aveva iniziato a salire. Nel giro di due mesi era infatti passato da 36 a 62 punti, forse in attesa di una bolla speculativa.
Invece, a differenza dei cicli scorsi, la grande bolla speculativa non c’è stata, ed infatti già a partire da dicembre il livello di questo indice aveva iniziato a scendere. Va detto che la media annuale è di poco inferiore ai 50 punti, quindi il movimento di fine 2025 sembrava proprio avere le potenzialità per fare qualcosa di più rispetto a ciò che poi è realmente accaduto. Tra dicembre e gennaio la volatilità implicita di Bitcoin era tornata attorno ai 40 punti, ma proprio a fine gennaio nel giro di soli otto giorni schizzò a 97 punti, ovvero il massimo da novembre 2022.
Impatto sui mercati
Quei 97 punti di inizio febbraio non solo corrispondono al picco minimo locale fatto segnare dal prezzo di Bitcoin a 60. 000$, ma segnalavano anche moltissima paura. Con il senno di poi possiamo dire che quella paura non era affatto giustificata.
Infatti non solo il giorno dopo era la volatilità implicita già tornata a quota 60, ma a partire da poco prima della metà di marzo ha iniziato a crollare. Ieri il picco minimo è stato toccato a quota 36 punti, ed oggi in teoria potrebbe scendere ancora. Va ricordato che da fine settembre 2025 in poi la volatilità implicita di Bitcoin non era mai stata così bassa.
La disaffezione dei retail Un livello così basso però non si limita a rilevare una relativa calma sul mercato di Bitcoin. Rivela anche una certa disaffezione dei retail. Occorre sottolineare che in genere non sono i retail a fare il mercato di Bitcoin, che ormai è dominato dalle balene, comprese quelle istituzionali.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




