
Casa Bianca in allarme per il calo nei sondaggi e l’ira dei cattolici
Leggi in app Casa Bianca in allarme per il calo nei sondaggi e l’ira dei cattolici dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli Gli americani hanno preso l’iniziativa di chiedere l’incontro con il Papa, un chiarimento...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Casa Bianca in allarme per il calo nei sondaggi e l’ira dei cattolici dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli Gli americani hanno preso l’iniziativa di chiedere l’incontro con il Papa, un chiarimento che potrebbe confermare distanze ma moderare i toni L'ascolto è riservato agli abbonati premium 04 Maggio 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura NEW YORK – L’iniziativa per gli incontri in Vaticano l’hanno presa gli americani. Sono loro che hanno chiesto di venire e per farlo si sono rivolti direttamente a Roma, senza passare dalla nunziatura a Washington. È un elemento importante per capire motivazioni e obiettivi della missione del segretario di Stato Rubio che, osservano fonti ben informate, «non sono così difficili da supporre».
Il presidente Trump , in calo nei sondaggi, ha con ogni probabilità capito quanto sia controproducente lo scontro con Leone, soprattutto in vista delle elezioni midterm di novembre. La popolarità del capo della Casa Bianca, secondo l’ultima rilevazione del Pew Research Center, è scesa al 34%, livello più basso dall’inizio del secondo mandato. Per il Washington Post è al 37%.
I dettagli
Invece Prevost , in base a un sondaggio della Nbc, non è visto in maniera positiva solo dall’8% degli americani. Se uno considera che nel 2024 la maggioranza dei cattolici, cioè il 55%, aveva votato per Trump, lo scontro frontale col pontefice rischia di costare al Partito repubblicano voti decisivi per il controllo di Camera e Senato a novembre. Da qui la necessità di ricucire lo strappo, allargato dalle critiche del vicepresidente Vance , per motivi che riguardano anche questioni cruciali di politica estera come l’Iran, ma pure il destino di Cuba, Libano e Gaza.
Vista l’imprevedibilità del capo della Casa Bianca, non si può escludere che l’obiettivo della missione sia confermare i motivi di divergenza, sia pur articolandone le ragioni. Se questa fosse la strada indicata a Rubio da Trump, si scontrerebbe prima di tutto con il compito irrinunciabile del Papa, che ha prima di tutto l’obbligo di annunciare il Vangelo e ricordare come la promozione della pace sia un dovere non negoziabile per tutti i cattolici: si può discutere come promuoverla, non zittire chi cerca di farlo. Jim Nicholson , avendo fatto il presidente del Partito repubblicano e l’ambasciatore Usa presso la Santa Sede, è in una posizione unica per anticipare gli effetti politici della visita, tanto sul piano estero, quanto su quello elettorale: «Preferisco non soffermarmi ora sulle critiche fatte dal capo della Casa Bianca al Papa, e guardare invece avanti.
Questa missione è molto, molto positiva». La prima ragione è che «offrirà al segretario Rubio la possibilità di spiegare ancora la razionalità e la giustificazione delle azioni americane in Iran.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





