
Causa Bitcoin a New York: Noah Doe reclama 39.069 wallet dormienti
Una causa Bitcoin a New York porta in tribunale una domanda che finora il settore aveva sfiorato solo in teoria: chi può rivendicare legalmente dei wallet self-custodied rimasti dormienti per anni, se nessuno si fa vivo...
Una notizia importante fa rumore nell’ecosistema blockchain. Una causa Bitcoin a New York porta in tribunale una domanda che finora il settore aveva sfiorato solo in teoria: chi può rivendicare legalmente dei wallet self-custodied rimasti dormienti per anni, se nessuno si fa vivo neppure dopo una lunga procedura di notifica? È questo il nodo del ricorso presentato da Noah Doe davanti alla Supreme Court of the State of New York, con una richiesta di riconoscimento della proprietà su 39,069 abandoned Bitcoin wallets. Il deposito risale al 1 maggio 2026 e si fonda sul New York Personal Property Law Article 7-B, il quadro normativo richiamato per i beni smarriti o abbandonati.
Al centro non c’è un’accusa penale né una richiesta di risarcimento: la domanda è un declaratory judgment, cioè una pronuncia che chiarisca a chi appartengano quei wallet e il loro contenuto. Per il mercato crypto il caso conta subito per un motivo preciso. Se un tribunale di New York dovesse accogliere una lettura estesa del diritto di proprietà applicata ai wallet Bitcoin dormienti, il confine tra self-custody, abbandono e titolarità potrebbe diventare molto meno intuitivo di quanto molti investitori abbiano sempre dato per scontato.
Dinamiche di mercato
La causa Bitcoin a New York e cosa chiede davvero Secondo gli atti, Noah Doe ha presentato la causa Bitcoin a New York presso la Supreme Court of the State of New York chiedendo la titolarità legale di 39,069 wallet Bitcoin considerati abbandonati. La complaint sostiene che, dopo i tentativi di contattare i legittimi proprietari, quei wallet siano rimasti senza risposta e siano quindi oggetto dell’azione giudiziaria. Il ricorso, depositato il 1 maggio 2026, richiama espressamente il New York Personal Property Law Article 7-B.
Doe sostiene di agire come finder, cioè come soggetto che avrebbe individuato beni abbandonati e seguito il percorso previsto dalla legge prima di avanzare una pretesa di proprietà. La richiesta al giudice è specifica: una declaratory judgment che riconosca Noah Doe e le sue società cessionarie ABC Company e XYZ Company come proprietari dei 39,069 Abandoned Wallets e del loro contenuto. È un passaggio importante anche sul piano strategico.
Nel mondo Bitcoin il controllo delle chiavi private è spesso trattato come prova definitiva della proprietà di fatto. Questa vicenda, invece, porta il dibattito su un altro terreno: quello della titolarità legale quando un wallet resta inattivo per lunghi periodi e nessuno risponde alle notifiche. Come Doe dice di aver individuato i wallet Nella ricostruzione contenuta negli atti, Noah Doe afferma di aver trovato i wallet usando un algoritmo sviluppato da lui.
Impatto sui mercati
I 39,069 wallet rimasti senza risposta sono quelli oggi al centro della causa. Doe sostiene inoltre di aver segnalato il ritrovamento al NYPD seguendo le regole previste per il lost and found property law. Questo elemento è uno dei cardini della sua impostazione: non si presenta come un soggetto che ha sottratto fondi, ma come chi avrebbe individuato beni ritenuti abbandonati e poi li avrebbe denunciati alle autorità competenti.
La distinzione non è secondaria. In una causa Bitcoin a New York di questo tipo, il punto non è soltanto tecnico, ma giuridico: il tribunale dovrà valutare se wallet self-custodied, per loro natura fuori dai circuiti di custodia tradizionali, possano essere trattati come proprietà abbandonata all’interno di una legge pensata in origine per altri tipi di beni. Il lungo tentativo di contattare i proprietari dei wallet Bitcoin dormienti Prima di arrivare in aula, Doe afferma di aver passato oltre un anno a cercare i legittimi titolari dei wallet.
È uno dei passaggi più rilevanti dell’intera vicenda, perché la sua tesi si regge proprio sull’idea di aver esaurito ogni tentativo ragionevole di rintracciare i proprietari. Gli atti indicano che il totale iniziale dei wallet trovati era di 42,001. Nel giugno 2025 sarebbe stata inviata una notifica tramite OP_RETURN a ogni wallet individuato, con un messaggio on-chain destinato a segnalare l’esistenza dell’avviso pubblico.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




