
Chi è Alaa Faraj, l’ex stella del calcio bollato da Roggero come scafista
Leggi in app Seguici su Discover Chi è Alaa Faraj, l’ex stella del calcio bollato da Roggero come scafista di Alessia Candito (ansa) Quando ha attraversato il mare insieme ad altri quattro calciatori sognava di...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Seguici su Discover Chi è Alaa Faraj, l’ex stella del calcio bollato da Roggero come scafista di Alessia Candito (ansa) Quando ha attraversato il mare insieme ad altri quattro calciatori sognava di costruire il futuro negli stadi europei. Ma per dieci anni è stato costretto a combattere dietro le sbarre per provare la sua innocenza 18 Luglio 2026 Aggiornato alle 20:13 3 minuti di lettura Con malcelato disprezzo, a lui il gioielliere Mario Roggero si è riferito definendolo “lo scafista che ha ammazzato trenta persone a cui Mattarella ha dato la grazia”. Ma Alaa Faraj, per il quale a ottobre - anche alla luce delle “crepe investigative” già sottolineate dalla Corte d’appello di Messina e di nuovi elementi raccolti dai legali - i giudici decideranno se revisionare il processo in cui lui e altri ragazzi sono stati condannati, non ha mai impugnato un’arma per uccidere.
E non lo hanno fatto neanche gli altri che adesso come lui attendono di capire se ci sarà un’altra verità giudiziaria sulla traversata che hanno affrontato e si è conclusa con una strage. A vent’anni, Alaa Faraj era una delle stelle del calcio libico. Non un Messi certo, ma uno che già si era fatto notare e sognava i campi europei.
I dettagli
Ma all’epoca la Libia era infiammata dalla guerra civile, non c’era spazio per i sogni. Lui ci ha provato a uscire legalmente dal Paese con un visto universitario, ma dall’Europa non è mai arrivata una risposta. E allora lui e gli altri – avversari in campo, amici fuori, compagni nel corso di una traversata terribile – hanno deciso di imbarcarsi.
Non lo aveva detto ai suoi, non aveva detto che avrebbe tentato di fuggire via mare neanche agli amici più stretti. Quel viaggio è un incubo di onde e vento, su una carretta del mare a due ponti, piena fino a scoppiare di esseri umani. La renderà universalmente nota il capolavoro di Gianfranco Rosi, “Fuocoammare” che è il racconto di una delle tante stragi nel Mediterraneo.
Quando il barcone su cui Alaa e altri calciatori libici viaggiano viene soccorso, si scopre che nella stiva 49 persone sono morte soffocate.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.



