
Cobolli, Paolini e la ricerca dei padri
Leggi in app Seguici su Discover Cobolli, Paolini e la ricerca dei padri di Claudio Giua Flavio Cobolli La rubrica Monday’s Net 06 Luglio 2026 alle 19:13 4 minuti di lettura Non c’è bisogno di chiederglielo: Cobolli...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Seguici su Discover Cobolli, Paolini e la ricerca dei padri di Claudio Giua Flavio Cobolli La rubrica Monday’s Net 06 Luglio 2026 alle 19:13 4 minuti di lettura Non c’è bisogno di chiederglielo: Cobolli parla sempre del padre. Quasi mai per ringraziarlo o elogiarlo: no, lui è il suo punching ball emotivo e verbale, sul quale scaricare tensioni e incertezze.
Funziona così, quando un rapporto conflittuale si rivela assai efficace. Per questo il ragazzo fa collezione di frasi celebri del babbo-coach, preziose quand’è il momento di rinfacciargliele.
I dettagli
A Parigi, per capirci, prima della finale del mese scorso, Flavio ha raccontato di quella volta che lo sentì dire a un conoscente: “Mio figlio al massimo sarà un Top 30”. Che di per sé sarebbe comunque stato un notevole miglioramento generazionale, considerando che Stefano Cobolli, classe 1977, spezzino d’origine, è stato un professionista di rango medio, numero 236 del mondo, un tabellone principale centrato a Umago nel 1998, la lucida successiva consapevolezza di una carriera rimasta incompiuta perché vissuta per necessità senza staff organizzati, da solo o quasi, come molti professionisti italiani di allora.
Wimbledon, Cobolli e Paolini ai quarti.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





