
Cobolli, Paolini e tutti gli altri, tanta Italia a Wimbledon
Leggi in app Seguici su Discover Cobolli, Paolini e tutti gli altri, tanta Italia a Wimbledon di Claudio Giua Jasmine Paolini La rubrica “Monday’s Net” 04 Luglio 2026 alle 23:12 4 minuti di lettura È una giornata, la...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Seguici su Discover Cobolli, Paolini e tutti gli altri, tanta Italia a Wimbledon di Claudio Giua Jasmine Paolini La rubrica “Monday’s Net” 04 Luglio 2026 alle 23:12 4 minuti di lettura È una giornata, la sesta dei Championships 2026, che tento di raccontare in quattro capitoli di cronaca semipersonale: tanti quanti i risultati positivi degli italiani in gara oggi. Primo capitolo Quando arrivo al club di Church Road è l’una passata, la mattina l’ho dedicata a un doppio su uno dei tre campi verdi e viola del Dundonald Recreation Ground (non si paga, basta prenotare alla mezzanotte di due giorni prima, si raccomanda puntualità). Mi raccontano che Simone Bolelli e Andrea Vavassori hanno appena chiuso facilmente i conti, 6-1 6-4, con l’olandese Jesper de Jong e il francese Valentin Royer, uno che è nato a due passi dal Roland Garros.
Sullo stesso campo, il 14, un paio d’ore più tardi “Wave” fa il bis, in coppia con Sara Errani, battendo gli inglesi David Stevenson e Jodie Anna Burrage: persino il punteggio è lo stesso, a fattori invertiti: 6-4 6-1. Ho seguito alcune fasi di questo match dalla terrazza a picco sul piccolo stadio. Impressiona la sintonia tra il torinese e la romagnola, che peraltro immagino abbiano rare occasioni per allenarsi insieme.
I dettagli
“Sono i due migliori specialisti italiani di doppio dell’era Open”, spiega in diretta il radiocronista britannico dopo aver commentato i movimenti in campo della coppia. Non ha in assoluto ragione ma è di sicuro così per quanto riguarda il misto. LA DIRETTA DEGLI AZZURRI Secondo episodio Trovo un collega – del quale non farò il nome per carità di patria – lungo disteso su una delle panchine gentilmente messe a disposizione dei giornalisti all’esterno del Media Centre.
Sto rientrando dalla Court no. 3 (si chiama ufficialmente così: si rassegni il deskista che corregge “no. ” in “numero”) dove Jasmine Paolini ha dominato ed eliminato Maria Sakkari.
Gli chiedo: come sta andando Cobolli sul campo 2? “Un disastro, ha perso il terzo set al tie break. Non ce può fare, Khachanov è troppo potente”, risponde esausto forse perché ha appena pranzato.
Cosa dicono gli esperti
Ribatto: “Guarda che Flavio non molla mai, e Khachanov è inaffidabile”. Venti minuti più tardi il romano è avanti 3-1 nel quarto set dopo aver ceduto il primo 0-6 (stava male di stomaco, aveva raggranellato in tutto otto punti, poi era rimasto negli spogliatoi quasi un quarto d’ora per riprendersi, assistito dal medico che gli aveva fatto ingurgitare qualche miracoloso medicamento) e strappato con i denti il secondo al tie break. Di com’era finito il terzo set sapete per bocca del giornalista spiaggiato.
Nessun “disastro”, battaglia alla pari, Flavio è talmente dentro la gara da prendersi il penultimo parziale di forza. Nell’ultimo è addirittura debordante. Finisce 0-6 7-6 6-7 6-2 6-2.
“Impressive, impressive”, ripete uno spettatore alle mie spalle nel corso del set finale.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





