
Con Cobolli è un’altra festa del tennis italiano
Leggi in app Con Cobolli è un’altra festa del tennis italiano di Claudio Giua La rubrica Monday’s net 07 Giugno 2026 alle 21:58 2 minuti di lettura Alla fine del quarto set un elegante signore che sta nella fila sotto...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Con Cobolli è un’altra festa del tennis italiano di Claudio Giua La rubrica Monday’s net 07 Giugno 2026 alle 21:58 2 minuti di lettura Alla fine del quarto set un elegante signore che sta nella fila sotto la mia urla alla moglie e alle tre figlie: “Flavio a des tripes! ” (inutile la traduzione, credo). Andrea Petkovic, connazionale di Alexander Zverev che, da buona tennista che era, adesso è un’ottima commentatrice, esprime lo stesso concetto così: Cobolli ha trovato “il giusto equilibrio tra difesa, attacco ed estro”.
E aggiunge: “Soprattutto, sta domando il fuoco che lo divora”. Ha ragione: il fuoco è l’elemento che meglio descrive il formidabile co-protagonista della finale del Roland Garros 2026. È merito suo se un match che molti, io compreso, davano alla vigilia per destinato a deludere i reduci dal drammatico Sinner contro Alcaraz di un anno fa si è rivelato una lunga battaglia dall’esito incerto.
I dettagli
Zverev doveva, per la propria salute mentale, interrompere la serie negativa nelle finali di slam. In vantaggio due set a zero contro Dominic Thiem agli Us Open 2020, quelli del Covid montante, si fece rimontare, perdendo al quinto set al tie-break. Al Roland Garros 2024, Carlos Alcaraz prevalse in cinque set.
A Melbourne 2025 fu battuto in tre set da Jannik Sinner. Mai un titolo, ogni volta il rammarico dell’occasione mancata. Su questo stesso campo, nel 2022, nella semifinale contro Rafael Nadal, si era poi procurato una grave distorsione alla caviglia destra: era crollato a terra e le sue urla agghiacciarono il pubblico del Philippe-Chatrier.
Fu costretto al ritiro tra le lacrime e di fatto chiuse lì la sua stagione. Dunque fa piacere che alla fine si sia evitato di passare alla storia come l’uomo che non vinse mai una finale. Il risultato, 6-1 4-6 6-4 6-7 6-1 in 4 ore e 19 minuti, registra fedelmente quanto visto in campo.
Cosa dicono gli esperti
Il tedesco di famiglia russa, classe 1997, domina il primo e l’ultimo parziale, ma per il resto subisce a lungo la grinta e la qualità espresse dal romano, che all’inizio è intimorito e alla fine è sfinito. Nel mezzo, gioca un tennis che ha poco da invidiare agli altri Top Ten, come da domattina sarà ufficialmente nella classifica ATP. Dirà in conferenza stampa: “Non sono ancora abituato a tanta pressione, dunque in un paio di passaggi ho avuto troppa fretta.
Ma l’importante è imparare, prendendo dalle cose positive e da quelle negative. La partita di oggi deve essere accettata con un sorriso. Da oggi ho un’autostima migliore, il mio obiettivo della stagione è arrivare a giocare le ATP Finals a Torino.
Lavoreremo, io e il mio team, per questo fine. Cobolli, che è nato il 6 maggio 2002, era alla sua prima finale slam, sesto maschio italiano ad arrivare tanto avanti in un major dopo Giorgio De Stefani, Nicola Pietrangeli, Adriano Panatta, Matteo Berrettini e, ovviamente, Jannik Sinner. Ma per i quindicimila dello stadio centrale del Bois de Boulogne questi dati storici contano poco o nulla.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





