
Condivisione commissioni Arbitrum: il 10% delle fee Orbit va agli holder ARB
Arbitrum ha annunciato un modello di condivisione delle commissioni che potrebbe trasformare il profilo di ricavo del suo ecosistema e dei suoi holder. Con un meccanismo che devolverà una quota fissa del volume generato...
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Una notizia importante fa rumore nell’ecosistema blockchain. Arbitrum ha annunciato un modello di condivisione delle commissioni che potrebbe trasformare il profilo di ricavo del suo ecosistema e dei suoi holder. Con un meccanismo che devolverà una quota fissa del volume generato su chain partner come Robinhood Chain, il progetto punta a monetizzare l’adozione enterprise e a creare un nuovo flusso di entrate direttamente per i possessori del token ARB. Punti chiave Arbitrum incasserà il 10% delle commissioni generate su Robinhood Chain e su ogni altra Layer 2 costruita sulla sua tecnologia.
Di questa quota, l’8% sarà destinato alla tesoreria controllata dagli holder di ARB, mentre il 2% finanzierà lo sviluppo. La sua rollup principale, Arbitrum One, continua a inviare il 100% delle sue commissioni alla tesoreria. Il modello si applica a tutte le chain Layer 2 basate sul framework Orbit di Arbitrum, non solo a Robinhood Chain.
Dinamiche di mercato
Robinhood Chain ha lanciato la sua mainnet il 1° luglio, offrendo titoli tokenizzati, prestiti onchain e trading automatizzato nell’app di Robinhood. Arbitrum annuncia il modello di condivisione commissioni Il co-fondatore di Offchain Labs, Steven Goldfeder, ha rivelato su X che Arbitrum inizierà a prelevare il 10% di tutte le commissioni generate su Robinhood Chain e su ogni altra Layer 2 costruita sul suo stack tecnologico. Questo meccanismo di condivisione delle commissioni rappresenta una svolta strategica, spostando la monetizzazione oltre la catena base verso un ecosistema in espansione.
La ripartizione è chiara: l’8% di questa quota viene destinato alla tesoreria di Arbitrum, controllata dagli holder del token ARB, mentre il restante 2% è allocato al fondo per lo sviluppo. Nel frattempo, Arbitrum One, la rollup principale del progetto, continua a riversare il 100% delle sue fee nella stessa tesoreria. Goldfeder ha definito il modello come una mossa di ricavo legata alla crescita enterprise.
“Con l’adozione enterprise che si sta scaldando, Arbitrum è ben posizionata per catturare ricavi”, ha scritto. Questo approccio garantisce che il successo delle chain di terze parti costruite su Arbitrum si traduca direttamente in valore per la tesoreria e, di conseguenza, per i possessori di ARB. Ripartizione delle commissioni e allocazione in tesoreria Il modello finanziario si basa su una regola semplice ma potente: per ogni transazione elaborata su una chain Orbit, una fetta del totale va ad Arbitrum.
Impatto sui mercati
L’allocazione dell’8% alla tesoreria tokenizzata crea un collegamento diretto tra l’attività sulle chain partner e la ricchezza del DAO di Arbitrum. Il 2% per lo sviluppo, invece, alimenta l’innovazione continua del protocollo, in un circolo virtuoso. Impatto sui ricavi per i detentori di ARB Questa struttura rappresenta un cambio di paradigma.
In precedenza, i ricavi per gli holder di ARB provenivano esclusivamente dall’attività sulla rollup nativa. Ora, con questo modello di condivisione commissioni Arbitrum, la tesoreria può beneficiare della crescita di interi ecosistemi esterni. Ogni nuova chain enterprise che sceglie Orbit porta con sé un potenziale flusso di entrate passivo e scalabile per il tesoro di ARB.
Il framework Orbit di Arbitrum sostiene chain Layer 2 e Layer 3 di terze parti Il motore di questa espansione è il framework Orbit di Arbitrum. Si tratta di un toolkit che consente a terze parti, come Robinhood, di lanciare le proprie chain Layer 2 e Layer 3 personalizzate sullo stack tecnologico di Arbitrum. Offre sicurezza, decentralizzazione e interoperabilità senza che le aziende debbano costruire tutto da zero.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




