
Cosa chiediamo al futuro
Leggi in app Seguici su Discover Cosa chiediamo al futuro di Stefano Cappellini 14 Luglio 2026 alle 00:01 3 minuti di lettura Repubblica non è mica un giornale come gli altri. Intendiamoci, non significa che sta su un...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Seguici su Discover Cosa chiediamo al futuro di Stefano Cappellini 14 Luglio 2026 alle 00:01 3 minuti di lettura Repubblica non è mica un giornale come gli altri. Intendiamoci, non significa che sta su un piedistallo, non ci impanchiamo a primi della classe. Il concetto è letterale: Repubblica è diversa.
Lo dice la sua storia. Lo reclamano, soprattutto, le sue lettrici e i suoi lettori. Per avvicinarci al senso di questa unicità, potremmo chiedere aiuto a una celebre battuta di Nanni Moretti: siamo uguali agli altri ma siamo diversi.
I dettagli
Questo è un quotidiano nato per radunare una comunità di persone che condividono un orizzonte, e non necessariamente le scelte elettorali o il gradimento su questo o quel leader, ma certamente chiedono un giornalismo rigoroso sui fatti e capace di poggiare su una tensione civile e politica: la giustizia sociale, i diritti, il progresso etico, la libertà. Non c’è fase recente della storia mondiale nella quale queste conquiste, nessuna esclusa, siano state messe così concretamente in discussione. Gli Stati Uniti sono retti da un presidente che già una volta ha contestato l’esito del voto intestandosi un tentativo di golpe finito nel sangue oltre che nel ridicolo.
Nel suo secondo mandato Trump ha confermato di agire in totale sprezzo di ogni legge, vincolo, rispetto del diritto nazionale e internazionale, guidato da una rapacità funzionale ai suoi affari privati e a quelli dei suoi sodali multimiliardari. La domanda ormai, dopo ripetute allusioni a un terzo mandato alla Casa Bianca vietato dalla Costituzione americana, è: Trump accetterà di farsi da parte secondo regole democratiche? Anche l’Europa è sotto attacco.
L’Unione europea, che con tutti i suoi limiti ed errori resta il più grande terreno di libertà costruito su decenni di lotte sociali e conquiste democratiche, è sotto attacco dello stesso Trump, che ne ha fatto un bersaglio privilegiato e persino un obiettivo militare con le grottesche rivendicazioni sulla Groenlandia. Il vicepresidente JD Vance venne a dircelo qui nel continente, a Monaco, che Cina e Russia sono da preferire alla decadente Europa. Le autocrazie non avevano nemmeno bisogno di questa sponda per dispiegare i loro veleni in casa nostra, fanno già benissimo da sole.
La Russia di Putin è stata così brava a penetrare il nostro dibattito, anche grazie a molti agit-prop stipendiati e alcuni generosi volontari, da aver convinto pezzi di opinione pubblica che la guerra in Ucraina sia solo una reazione all’imperialismo occidentale, con tutto ciò che ne consegue quando bisogna immaginare una pace giusta che qualcuno continua a confondere con una resa al sopruso e al terrorismo di Stato.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





