
Crosetto a Washington: missione per ricucire su Nato, basi e Libano
Leggi in app Crosetto a Washington: missione per ricucire su Nato, basi e Libano di Tommaso Ciriaco () Oggi vede l’ambasciatore Usa. Il nodo delle spese militari: il ministro si batte nel governo per salvare gli...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Crosetto a Washington: missione per ricucire su Nato, basi e Libano di Tommaso Ciriaco () Oggi vede l’ambasciatore Usa. Il nodo delle spese militari: il ministro si batte nel governo per salvare gli investimenti nella difesa L'ascolto è riservato agli abbonati premium 04 Maggio 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura C’è un viaggio a Washington che può davvero fare la differenza, nel rapporto tra Italia e Stati Uniti . Una missione, apprende Repubblica , a cui lavora in queste ore con la massima discrezione il ministro della Difesa Guido Crosetto .
Servirà a ragionare con l’alleato americano di almeno tre dossier decisivi: le spese militari promesse da Roma alla Nato, l’eventuale riduzione del numero di militari americani nelle basi italiane, una nuova possibile spedizione tricolore in Libano (anche senza la copertura di Unifil). La data del viaggio è ancora soggetta alle oscillazioni delle agende, ma si sa che l’appuntamento sarà a breve, questione al massimo di settimane. Per preparare l’evento, Crosetto vedrà già oggi, in modo discreto, l’ambasciatore americano a Roma, Tilman J.
I dettagli
Un altro segnale di quanto delicata sia questa fase. I contatti tra il titolare della Difesa e gli americani vanno avanti da giorni. E adesso, si apprende da fonti dell’esecutivo di massimo livello, l’amministrazione Trump spinge per ricevere Crosetto.
Non si tratta di una scelta neutra: sono recentissimi gli screzi tra i due governi, dopo il no di Roma all’utilizzo della base di Sigonella, e risalgono a pochi giorni fa gli attacchi del tycoon a Giorgia Meloni per il mancato sostegno allo sforzo bellico contro l’Iran. Senza dimenticare, sullo sfondo, la cacciata di Roberto Cingolani dal vertice di Leonardo (rispetto alla quale, secondo diverse ricostruzioni, avrebbero in qualche modo inciso anche gli Usa). Non è casuale la scelta di ricevere il ministro, anche perché negli ultimi giorni si è molto esposto su un nodo considerato dirimente da Washington: quello delle spese militari.
Giorni fa, Matteo Salvini ha chiesto a Palazzo Chigi di non investire in armamenti, dirottando le risorse già stanziate –i 3,7 miliardi di euro, pari allo 0,15% del pil - sul capitolo dell’energia. Meloni ha sostenuto con l’Europa la necessità di questa svolta. Proprio il ministro della Difesa, però, ha richiamato l’esecutivo ai suoi impegni: «La difesa non è in contrapposizione con altre spese dello Stato», ha detto al Foglio , «e chi ci dice che non serve lavora contro l’Italia».
Farlo poi per «raccattare un voto in più» è irresponsabile. È una visita decisiva per una ragione in più, quella a cui si lavora: già lo scorso novembre, proprio Crosetto era stato costretto ad annullare, dopo un complesso confronto con Meloni, una missione già programmata in America.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.




