
Da Putin a Vannacci, a Rep Idee la mappa di chi vuole spegnere la democrazia
Leggi in app Da Putin a Vannacci, a Rep Idee la mappa di chi vuole spegnere la democrazia di Emanuela Giampaoli (eikon) Lo storico Miguel Gotor dialoga con il vicedirettore Stefano Cappellini a partire dal libro...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Da Putin a Vannacci, a Rep Idee la mappa di chi vuole spegnere la democrazia di Emanuela Giampaoli (eikon) Lo storico Miguel Gotor dialoga con il vicedirettore Stefano Cappellini a partire dal libro “Rossobruni” 14 Giugno 2026 Aggiornato alle 15:22 2 minuti di lettura BOLOGNA – È una storia che arriva da lontano, dalla Francia di fine Ottocento, per arrivare alla sala di Vannacci con 2000 italiani che inneggiano “Generale, Generale” quella che hanno raccontato il vicedirettore Stefano Cappellini, autore del saggio, Rossobruni. Quando gli estremi si uniscono per colpire la democrazia (Utet), in dialogo con lo storico Miguel Gotor, moderati da Giovanni Egidio. A Gotor spetta inquadrare il fenomeno nella storia.
“Nasce in Francia, che si conferma laboratorio delle idee politiche prima culturali, ma attecchisce anche in Italia nei primi tempi del fascismo, quelli di Sansepolcro, e quelli di Salo’”. A tal proposito Gotor cita un appello che nel ’36 Ugo Pecchioli, segretario del Partito comunista italiano fece ai “fratelli in camicia nera” chiedendo loro di tornare ai valori delle origini come la ridistribuzione delle terre e salario minimo. LA DIRETTA DELLA TERZA GIORNATA Non solo, lo storico, segnala che dopo la guerra, 34mila iscritti del Pci arrivano direttamente da Salò.
I dettagli
Opposti che si toccano dunque, senza cadere nell’equivoco che si equivalgano. “ Non si tratta di un libro che equipara comunismo a fascismo, è un libro scritto perché al contrario mi piacerebbe evidenziare le differenze. Tra cosa ha rappresentato il comunismo in questo Paese e cosa il fascismo c’è una differenza enorme.
Quando incontro un politico, un partito, pronto ad affermare di essere ‘oltre destra e sinistra’, come i 5 stelle di Grillo, mi preoccupo. Sono convinto che il confine culturale ed etico esista eccome. Non deve precludere al dialogo ma esiste e diffido di chi lo vuole cancellare”.
Se si vuole trovare un tratto identitario del rossobrunismo potrebbe essere quello “tattico non strategico di lottare contro la democrazia. La democrazia per come l'abbiamo l'abbiam conosciuta”. E in questo quadro un ruolo fondamentale lo svolge Putin.
Cosa dicono gli esperti
“Qualche anno fa – continua Cappellini - prima di invadere l’Ucraina, Putin in una intervista al Financial Times, esponeva il suo punto di vista sul mondo, spiegando che il futuro non è nelle democrazie, ma in paesi “come il nostro”. Ovviamente il riferimento era Cina e ad altre autocrazie simili. In quella intervista c'era un percorso di marcia molto chiaro.
Si rivolgeva al popolo per convincerlo che il bene non era nei sistemi democratici, ma in quelli autocratici”. Non a caso intorno all’invasione dell’Ucraina verte uno dei principali dibattiti, non solo da parte dei rossobruni. “Putin è riuscito quasi a farsi passare come vittima” aggiunge Cappellini.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





