
Gli Usa avvertono, 'laboratori biologici in Ucraina sono a rischio'
E' ufficiale: gli Stati Uniti hanno finanziato negli anni "oltre 120 laboratori biologici in più di 30 Paesi", e tra questi ce ne sono alcuni in Ucraina che conservano agenti patogeni pericolosi che "potrebbero essere a...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: E' ufficiale: gli Stati Uniti hanno finanziato negli anni "oltre 120 laboratori biologici in più di 30 Paesi", e tra questi ce ne sono alcuni in Ucraina che conservano agenti patogeni pericolosi che "potrebbero essere a rischio di compromissione a causa della guerra in corso". La conferma arriva dall'intelligence Usa (Dni), che ha pubblicato sul proprio sito un rapporto siglato da Tulsi Gabbard, la direttrice dimissionaria che rimarrà in carica fino al 30 giugno. Fino ad oggi, i dati su questo tipo di siti sensibili era diluito all'interno di stime più ampie del dipartimento di Stato Usa, l'ultima annoverava oltre 2.
200 laboratori in 90 Paesi, includendo anche i centri di ricerca medica o quelli di addestramento del personale. Nella documentazione allegata al rapporto si citano "oltre 40 laboratori costruiti o supportati" in Ucraina, più del 30% del totale: in particolare in uno, a causa del conflitto in corso, potrebbe essersi verificato un pericolo di contaminazione da brucella o antrace. Nel complesso, a livello mondiale, questi centri trattano agenti patogeni come antrace, tularemia, tubercolosi, febbre suina, Mers, Sars, Ebola o peste: molto dipende dal Paese che li ospita, in Kazakistan ad esempio circa il 40% del territorio è interessato da focolai naturali di peste e altre malattie, quindi è chiaro che un laboratorio studierà questo tipo di problematiche.
I dettagli
Gabbard sottolinea che "il presidente Trump è consapevole della grave minaccia che la pericolosa ricerca sul guadagno di funzione (il potenziamento di un virus o di un batterio, ndr) rappresenta per il popolo americano", ricordando la firma sul decreto del 2025 per lo stop ai finanziamenti alla ricerca in questo ambito. "Fino ad ora - continua Gabbard puntando l'indice contro l'amministrazione Biden - le prove relative all'effettiva esistenza e al finanziamento di questi laboratori erano state deliberatamente nascoste al popolo americano". Parole che hanno scatenato gli strali di alcuni commentatori, convinti che Gabbard stia "facendo un favore a Pechino e Mosca", che da anni accusano Washington di utilizzare questi centri per produrre armi biologiche, circostanza smentita da numerose inchieste indipendenti.
L'ex candidata alla presidenza nel 2020 ha annunciato le dimissioni a fine maggio, ufficialmente per stare vicina al marito affetto da una grave malattia. Secondo le indiscrezioni trapelate sulla stampa però, sarebbe stata silurata dal presidente, perché contraria al coinvolgimento americano nelle guerre oltreoceano. Quindi è stata 'esclusa' dalle decisioni sulla cattura di Nicola Maduro e dalla riunioni chiave della guerra in Iran.
Il suo primo scontro con Trump del resto è sempre targato Iran: in una testimonianza del giugno 2025, alla vigilia dell'attacco 'Midnight Hammer' contro i siti nucleari della Repubblica islamica, Gabbard affermò che Teheran non stava costruendo la bomba nucleare.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





