
Hard fork Cardano Van Rossem approvata al 53%: basta per governare una blockchain?
Per la prima volta nella sua storia, Cardano si è aggiornata senza che i fondatori premessero il pulsante. La hard fork Cardano Van Rossem, attivata il 18 luglio 2026 alle 21:44 UTC, ha portato la mainnet alla versione...
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Ecco gli ultimi aggiornamenti dai mercati delle attività digitali: Per la prima volta nella sua storia, Cardano si è aggiornata senza che i fondatori premessero il pulsante. La hard fork Cardano Van Rossem, attivata il 18 luglio 2026 alle 21:44 UTC, ha portato la mainnet alla versione 11 del protocollo — ma il dato più significativo non è tecnico: è politico. L’upgrade è stato proposto, discusso e ratificato interamente dalla comunità attraverso il sistema di governance onchain, senza la direzione di Input Output, la società che ha progettato e costruito la blockchain.
Punti chiave Cardano ha attivato la hard fork Van Rossem il 18 luglio 2026, passando alla versione 11 del protocollo con costi di esecuzione degli smart contract più bassi. È il primo aggiornamento nella storia di Cardano approvato interamente tramite governance onchain, senza la guida di Input Output. Gli operatori dei pool di stake hanno approvato l’upgrade con un margine risicato del 53,02%, mentre il 93% dei pool aveva già adottato il software compatibile prima dell’attivazione.
Dinamiche di mercato
L’upgrade introduce miglioramenti alla piattaforma Plutus e prepara il terreno per Ouroboros Leios, l’aggiornamento di scalabilità atteso nel 2026. Transazioni ADA, commissioni e wallet non subiscono modifiche immediate per gli utenti. Attivazione della hard fork Van Rossem I dati onchain di Cardanoscan mostrano il passaggio dalla versione 10 (epoch 643) alla versione 11 (epoch 644), con ratifica avvenuta il 13 luglio e attivazione effettiva sabato 18 luglio alle 21:44 UTC.
L’approvazione ha richiesto il via libera di tre organi distinti, ciascuno con soglie e dinamiche diverse. Il dettaglio più eloquente riguarda il voto degli operatori dei pool. Hanno approvato la prima hard fork auto-diretta della comunità con appena il 53,02% dei consensi — il margine più stretto tra i tre organi chiamati a esprimersi.
Un segnale chiaro: in un sistema di governance decentralizzata, l’esito preferito dai fondatori non è più garantito. Soglie di adozione e processo di ratifica La costituzione di Cardano prevede che almeno l’85% degli stake pool per stake attivo esegua il software compatibile prima della ratifica. La telemetria di rete ha registrato un’adozione ben superiore a questa soglia: circa il 93% della produzione di blocchi era già sulla versione 11 al momento dell’attivazione.
Impatto sui mercati
Un dato che testimonia la maturità operativa dell’infrastruttura, anche quando il consenso politico resta risicato. Miglioramenti tecnici e impatto per gli utenti Sul piano tecnico, la versione 11 è una hard fork intra-era: resta all’interno dell’attuale era di governance di Cardano e non modifica la struttura delle transazioni. Per l’ecosistema più ampio, il lavoro di aggiornamento richiesto è minimo.
Riduzione dei costi e migliorie a Plutus Il cuore dell’upgrade riguarda Plutus, la piattaforma usata dagli sviluppatori per scrivere gli smart contract su Cardano. La versione 11 unifica le funzioni built-in disponibili nelle tre versioni della piattaforma, permettendo alle applicazioni più vecchie di accedere a funzionalità più recenti. Vengono inoltre rafforzate diverse regole di validazione del ledger, inclusa una che impedisce a due stake pool di riutilizzare la stessa chiave crittografica di identità.
Il risultato pratico: costi di esecuzione degli smart contract più bassi. Ogni volta che un utente interagisce con un’applicazione decentralizzata — un protocollo DeFi, un marketplace NFT — parte della commissione riflette la potenza di calcolo richiesta dal contratto. Con costi di esecuzione ridotti, queste applicazioni possono potenzialmente addebitare meno per transazione.
Questo cambiamento continua a plasmare il panorama delle attività digitali.




