
I reali a New York incontrano l'anti-Trump
Dopo la pompa della Casa Bianca e le acrobazie diplomatiche a Capitol Hill re Carlo e la regina Camilla sono sbarcati a New York, seconda tappa della visita di quattro giorni negli Usa per i 250 anni dell'indipendenza...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Dopo la pompa della Casa Bianca e le acrobazie diplomatiche a Capitol Hill re Carlo e la regina Camilla sono sbarcati a New York, seconda tappa della visita di quattro giorni negli Usa per i 250 anni dell'indipendenza dell'America. Un incontro lampo a Ground Zero preceduto da una battuta con il sindaco anti-Trump Zorhan Mamdani ha inaugurato la visita: "A Carlo chiederei di restituire il Koh-i-Noor", ha detto ai giornalisti il sempre affabile Zohran regalando una frecciatina all'indirizzo del sovrano a cui oggi ha dovuto, forse suo malgrado, stringere la mano in nome delle vittime delle stragi dell'11 settembre, 67 delle quali erano cittadini del Regno Unito. Per i reali era la prima visita a New York in 19 anni.
Accompagnati dall'ex sindaco Michael Bloomberg nei panni di presidente del museo delle stragi, Carlo e Camilla hanno deposto una corona di fiori bianchi (peonie, gigli e giunchiglie candide) sulla balaustra del memoriale delle stragi, per poi scambiare battute veloci con parenti e soccorritori e con le autorità tra cui Mamdani. Non è chiaro se quello sul Koh-i-Noor, confidato ai giornalisti di City Hall, sia stato uno scherzo o se il sindaco abbia realmente menzionato la questione del diamante che fu sottratto a metà Ottocento a un giovane principe indiano per essere regalato alla Regina Vittoria ed ora esposto tra i gioielli della Corona nella Torre di Londra. Certo è che la storia familiare di Zohran - è nato in Uganda da antenati parte della diaspora indiana in Africa - è profondamente intrecciata con il passato coloniale britannico: sotto l'Impero molti indiani come i suoi avi furono portati in Africa orientale come lavoratori, commercianti e amministratori occupando una posizione intermedia tra europei e popolazioni africane locali.
I dettagli
Dopo Ground Zero (la seconda visita di un sovrano britannico dopo Elisabetta nel 2010 ma Carlo non c'era mai stato) i reali hanno preso strade separate tra imponenti misure di sicurezza. Lui si è diretto a Harlem per incontrare i giovani di una non profit (Harlem Grows) che fornisce cibo a chilometro zero alle comunità locali. Lei ha fatto tappa alla New York Public Library a cui ha donato un esemplare del piccolo canguro Ro, amico inseparabile dell'orsetto Pooh e degli altri animali del Bosco dei Cento Acri che sono una delle attrazioni della Biblioteca e quest'anno celebrano il primo secolo di vita.
Nulla invece è stato invece messo in programma con le vittime del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein nella cui rete di potere, relazioni e sfruttamento delle donne era rimasto invischiato il fratello del re, Andrea Mountbatten: a dispetto delle pressioni del fratello di Virginia Giuffrè, la donna morta suicida che ha rivelato di esser stata costretta da Epstein a fare sesso con l'allora principe Andrea, Buckingham Palace ha giustificato il diniego per evitare interferenze con le inchieste giudiziarie in corso.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





