
Identificata l’autrice dell’attentato di Monaco: Anastasia Berezovska, fuggita passando dall’Italia
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Seguici su Discover Identificata l’autrice dell’attentato di Monaco: Anastasia Berezovska, fuggita passando dall’Italia dalla nostra corrispondente Anais Ginori La fuga dopo aver recuperato la vettura a Beausoleil, in Francia, al confine con Monaco, dove è arrivata a piedi dopo aver messo la bomba nell’abitazione dell’oligarca ucraino Ermoleav. Sarebbe transitatada Ventimiglia diretta verso il confine con la Svizzera 03 Luglio 2026 Aggiornato alle 12:21 2 minuti di lettura PARIGI – Il cerchio si stringe intorno alla donna con il serpente tatuato sul braccio. Si chiama Anastasiia Berezovska, ha 39 anni, è ucraina, parla tedesco e da qualche ora il suo volto è affidato alla rete mondiale di Interpol.
Le autorità monegasche la ricercano per “tentati assassinii, deposito con intento criminale sulla pubblica via di un ordigno esplosivo, associazione per delinquere”, secondo la “notice rouge”, l’equivalente di una richiesta internazionale di arresto. È lei, secondo gli investigatori, la donna che avrebbe depositato e azionato il pacco bomba contro l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev. La scheda Interpol la descrive con capelli scuri, neri o castani.
I dettagli
E aggiunge un dettaglio: la donna ha un tatuaggio sul braccio destro, un serpente che dalla spalla scende fino al gomito. Il suo ultimo domicilio noto è in Germania, dove è già stata organizzata una perquisizione, senza esito. Quando gli agenti sono arrivati, Berezovska non c’era più.
Gli investigatori hanno ricostruito gli ultimi passaggi della fuga. Dopo aver fatto esplodere il pacco bomba nell’androne del condominio dove Ermolaev viveva con la compagna e il figlio tredicenne, tutti ancora ricoverati a Nizza, la sospettata è risalita a piedi verso Beausoleil, il comune francese che comincia a pochi metri dal Principato. Lì, secondo i primi elementi dell’inchiesta, l’aspettava un’auto partita in direzione dell’Italia.
A ricostruire la metamorfosi dell’attentatore in attentatrice è stato Morgan Raymon, procuratore aggiunto del Principato. Le immagini di videosorveglianza, incrociate con la testimonianza di una persona entrata in contatto la sera dei fatti con l’individuo sospettato, hanno portato gli investigatori a una svolta inattesa. Il presunto autore dell’attacco, ripreso con cappello e gilet nero, era in realtà una donna travestita da uomo.
Cosa dicono gli esperti
Gli investigatori hanno quindi riesaminato tutte le immagini delle telecamere, tornando sui sopralluoghi effettuati nei giorni precedenti intorno alla casa di Ermolaev. In quelle sequenze si vedeva più volte l’individuo con il cappello nero aggirarsi nei pressi dell’edificio. Ma il 28 giugno, un giorno prima dell’attentato, compare invece una donna che compie lo stesso percorso, si ferma negli stessi punti.
«La ripetizione delle operazioni di ricognizione, così come le soste prolungate davanti all’ingresso dell’edificio, hanno rafforzato l’ipotesi che si trattasse in realtà di una donna», ha spiegato il procuratore.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





