
Il cardinale Zuppi torna in Ucraina e visita una prigione per soldati russi
Leggi in app Seguici su Discover Il cardinale Zuppi torna in Ucraina e visita una prigione per soldati russi di Iacopo Scaramuzzi Inviato da Leone, il porporato prosegue la missione umanitaria che gli aveva affidato...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Seguici su Discover Il cardinale Zuppi torna in Ucraina e visita una prigione per soldati russi di Iacopo Scaramuzzi Inviato da Leone, il porporato prosegue la missione umanitaria che gli aveva affidato Francesco: “Il Papa mi ha mandato qui per dirvi che prega per la pace e perché finisca la guerra” 14 Luglio 2026 alle 18:37 1 minuti di lettura Il cardinale Matteo Zuppi, inviato speciale del Papa per l’Ucraina, è tornato oggi nel paese dove resterà fino a giovedì e dove, come prima tappa, ha visitato un campo dove sono detenuti prigionieri di guerra russi. Lo riferisce in un post sui social l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede Andrii Yurash. La missione di Zuppi La prima visita del presidente della Cei e arcivescovo di Bologna era avvenuta nel giugno 2023 quando Zuppi, su mandato di papa Francesco, era giunto a Kyiv per incontrare il presidente Volodymyr Zelensky e altre personalità politiche ed ecclesiastiche, dando via a un lungo tour che lo aveva portato nei mesi successivi a Mosca, Washington e Pechino.
Al centro della missione “umanitaria” di Zuppi c’è, in particolare, un “meccanismo”, concordato con la Segreteria di Stato vaticana, volto al rientro di diversi bambini e adolescenti deportati dai russi, al rilascio di prigionieri e al rimpatrio dei cadaveri. Carcere e standard internazionali Al fianco del cardinale c’è il nunzio apostolico in Ucraina Visvaldas Kulbokas e l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, il quale oggi sui suoi profili social, annunciando l’arrivo del porporato, ha scritto: “L’Ucraina dimostra ancora una volta di essere una nazione civile, aperta al dialogo e alla ricerca di percorsi che conducano a una pace giusta e duratura per il Paese”. Zuppi “ha visitato una struttura che rispetta tutti gli standard internazionali ed è aperta a chiunque desideri constatare le condizioni in cui l’Ucraina detiene i prigionieri”, ha scritto il diplomatico, secondo il quale “sua eminenza ha ascoltato con attenzione tutti coloro che hanno voluto parlargli e condividere la propria sofferenza personale”.
I dettagli
Tra i detenuti che hanno salutato l’emissario del Papa nel carcere Zakhid-1, che si trova nella regione di Leopoli, lungo il confine con la Polonia, non ci sono solo russi, ma anche soldati di altri paesi che hanno combattuto per la Russia, tra i quali ragazzi bielorussi, congolesi, coreani, peruviani, nigeriani, filippini. Regali ai detenuti Il quotidiano della Cei Avvenire, che è al seguito del cardinale, riferisce che Zuppi ha regalato ai detenuti tre oggetti. Un portachiavi, perché “io spero che presto ci mettete la chiave di casa, per aprire la casa e abbracciare i vostri cari”.
Il santino della Madonna “Salus Populi Romani” cara a papa Francesco, “per i cristiani l’immagine di nostra Madre, ma per tutti l’immagine della speranza”. Infine una immagine di papa Leone che “mi ha mandato qui per dirvi che prega per la pace e perché finisca la guerra”.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





