
Il ministro Valditara: 'Scrivere l'Italia agli italiani è condivisibile'
"L'affermazione 'l'Italia agli italiani' non solo non ha nulla di censurabile ma è senz'altro condivisibile poiché comprende tutti i cittadini del nostro Paese. È una frase più volte ripetuta dai movimenti politici che...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. "L'affermazione 'l'Italia agli italiani' non solo non ha nulla di censurabile ma è senz'altro condivisibile poiché comprende tutti i cittadini del nostro Paese. È una frase più volte ripetuta dai movimenti politici che costituiscono il Governo. Dopo le decisioni assunte dal Consiglio di classe del Liceo Monti di Cesena sulla condotta dei due studenti che hanno esposto uno striscione con la scritta "l'Italia agli italiani", ho avviato una verifica, in corso, con l'Ufficio Scolastico dell'Emilia-Romagna".
Così il ministro dell'Istruzione Valditara durante il question time alla Camera rispondendo a Rossano Sasso (Futuro nazionale). Il ministro premette che non esiste alcun potere ministeriale sul processo valutativo del singolo Consiglio di classe, ma parlando in Aula specifica che "l'accertamento è volto a chiarire il rapporto tra la violazione delle regole scolastiche e il contenuto dell'elaborato assegnato agli studenti: vale a dire, se il Consiglio di classe, nell'assegnare un approfondimento sulle leggi razziali e sul saggio "gli africani siamo noi" sia stato in qualche modo condizionato dalla vicenda in questione e dallo striscione esposto". Ciò detto, prosegue il ministro, "qualora all'esito dell'accertamento ispettivo dovesse emergere un collegamento tra il contenuto dell'elaborato critico e l'espressione utilizzata nello striscione, e non - come richiedono le norme da noi recentemente introdotte - con la violazione di regole di condotta scolastica, sarebbe certamente un episodio grave, in contrasto con la deontologia professionale dei docenti".
Valditara ricorda infatti che la riforma del comportamento da lui voluta "prevede che i provvedimenti disciplinari abbiano una finalità educativa e tendano al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica; dunque, in nessun caso, può essere sanzionata la libera espressione delle opinioni che non siano in contrasto con le libertà altrui. È lo stesso Statuto delle studentesse e degli studenti a stabilire che non si può sanzionare uno studente per il suo pensiero politico. D'altronde abbiamo emanato una circolare molto chiara che invita a stimolare lo spirito critico, il pluralismo delle idee, il dibattito e a contrastare ogni forma di indottrinamento, partendo dal presupposto che la grande missione della scuola sia di educare a essere liberi: da qualsiasi soggezione a persone, mode o ideologie".
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





