
Javedanfar:“Sono tregue fragili minate dai falchi di Iran e Israele”
Leggi in app Javedanfar:“Sono tregue fragili minate dai falchi di Iran e Israele” di Daniele Castellani Perelli () L’analista: “Anche i Paesi del Golfo sono scontenti, perché restano sotto il tiro dei missili dei...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app Javedanfar:“Sono tregue fragili minate dai falchi di Iran e Israele” di Daniele Castellani Perelli () L’analista: “Anche i Paesi del Golfo sono scontenti, perché restano sotto il tiro dei missili dei pasdaran” L'ascolto è riservato agli abbonati premium 28 Giugno 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura «Sono tregue fragili, sotto il tiro di sabotatori di una parte e dell’altra». È il quadro che fa del Medio Oriente Meir Javedanfar, analista della Reichman University di Herzliya, in Israele, ed esperto di Iran, Paese in cui è nato e da cui è fuggito nel 1987. Javedanfar, l’intesa tra Usa e Iran reggerà?
E sarà messa alla prova ancora molte volte. Gli spari di Teheran, che hanno causato la ritorsione americana, sono un segno di rabbia. Gli iraniani si aspettano infatti che gli Usa fermino gli attacchi israeliani contro Hezbollah.
I dettagli
Si aspettavano che, come da memorandum, la guerra nel sud del Libano finisse secondo i termini chiesti da Hezbollah. Si illudevano che l’Idf lasciasse il Paese. E invece non sta succedendo.
Per questo hanno sparato a Hormuz, per mettere pressione agli Usa, che non se la sentono di abbandonare Israele e usano il mancato cessate il fuoco per ottenere il massimo dai colloqui tra Stato ebraico e governo libanese in corso a Washington». () È anche il segno di un regime iraniano diviso? «Una parte è insoddisfatta perché ritiene che si sia raggiunta un’intesa con gli Usa troppo presto, che si sarebbero potuti ottenere termini migliori continuando a combattere.
Una visione rafforzata dal fatto che quando Trump ha accettato i termini dell’accordo ha dichiarato che agli Stati Uniti rimanevano solo quattro settimane di riserve di petrolio. I falchi insomma vorrebbero sabotare l’accordo, silurandolo o almeno ostacolandolo, perché pensano che il governo del presidente Masoud Pezeshkian, che è riuscito a convincere la Guida suprema Mojtaba Khamenei, sia stato troppo morbido e clemente con gli americani». La presenza dell’esercito israeliano nel sud del Libano è il principale ostacolo alla pace nella regione?
Cosa dicono gli esperti
«Nel memorandum c’è scritto che in Libano non si deve più combattere, e non che l’Idf debba ritirarsi. Questo produce la crisi attuale. Perché gli iraniani vogliono che se ne vadano per potere vantare una vittoria strategica.
E sul tema premono gli americani».
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





