
La remigrazione dell’uomo nero
Leggi in app La remigrazione dell’uomo nero di Concita De Gregorio Roberto Vannacci L'ascolto è riservato agli abbonati premium 15 Giugno 2026 alle 00:01 3 minuti di lettura Federico ha 18 anni appena compiuti, lo...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app La remigrazione dell’uomo nero di Concita De Gregorio Roberto Vannacci L'ascolto è riservato agli abbonati premium 15 Giugno 2026 alle 00:01 3 minuti di lettura Federico ha 18 anni appena compiuti, lo incontro in una bellissima biblioteca di Puglia, la Rendella di Monopoli: prepara il suo esame. Viene a studiare qui perché a casa sua non c’è wifi e fa troppo caldo. E poi perché qui ci sono tutti i libri che gli servono e gli amici, così nelle pause si sta insieme.
Vuole fare il magistrato, dice, “perché la giustizia è la cosa più importante. Certo insieme alla salute e alla scuola, ma quando hai sperimentato l’ingiustizia ti resta addosso una rabbia enorme, e io questa rabbia la voglio addomesticare. La voglio far diventare quello che mi aiuterà ad aiutare gli altri”.
I dettagli
Addomesticare la rabbia, che frase bella. Farla diventare, cioè trasformarla: in un carburante che dia senso ai giorni. Il padre di Federico è tunisino, la madre albanese.
È arrivata in Puglia da bambina, con i primi sbarchi. Ha sempre “fatto i servizi” nelle case, nei locali. In un ristorante dove lavorava, ragazza, si è innamorata del pizzaiolo.
Si sono sposati in chiesa. Un anno dopo è nato Federico. A Bari, nell’ospedale pubblico.
Cosa dicono gli esperti
Gli domando se siano stati difficili gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, lui risponde appena: “Insomma”, dice con un sorriso. Invece, mi scusi, posso farle io una domanda? Secondo lei, se dovessero vincere e governare quelli che vogliono la remigrazione, ha presente?
Ecco: io, dove dovrei remigrare? In Albania e in Tunisia non ci sono mai stato, non parlo quelle lingue. Dunque, esattamente: dove mi rimanderebbero?
Che domanda semplice, precisa. Prendiamo il suo punto di vista. Proviamo a immaginare di essere nati qui, o altrove — metti in America, di questi tempi, o in Germania, o in Belgio — da genitori immigrati.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





