
La terra trema ancora, La Guaira è un cimitero a cielo aperto. Tratto in salvo un neonato
La terra trema ancora nelle zone già distrutte dal terremoto che ha raso al suolo il Nord del Venezuela. Nuove scosse nella notte hanno reso ancora più difficili gli sforzi delle squadre di soccorso impegnate in una...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. La terra trema ancora nelle zone già distrutte dal terremoto che ha raso al suolo il Nord del Venezuela. Nuove scosse nella notte hanno reso ancora più difficili gli sforzi delle squadre di soccorso impegnate in una tragica lotta contro il tempo, pur di recuperare corpi ancora in vita e intrappolati sotto le macerie. Il bilancio provvisorio delle vittime intanto continua a salire vertiginosamente: per ora si contano 1.
238 feriti e circa 50mila dispersi. L'Onu stima che il terremoto abbia provocato anche un enorme danno economico, pari al 6% del Pil nazionale del Venezuela. A La Guaira, lo stato più colpito, "l'aria puzza già di morte", come raccontano i testimoni.
I dettagli
Nella città di Caraballeda, gli attivisti dell'organizzazione per i diritti umani Provea, hanno raccontato all'ANSA come per le strade si percepisca un fortissimo odore di decomposizione, proveniente dai tantissimi cadaveri ancora sotto le macerie. Le stesse fonti riferiscono la presenza lungo le strade, vicini ai calcinacci, di molti corpi senza vita ancora non portati via, come una sorta di cimitero a cielo aperto. Inoltre il combinato disposto tra a i detriti, l'immondizia, il calore (con temperature fino a 40 gradi) e i corpi in stato di putrefazione stanno creando un serio un rischio di infezioni o virus che potrebbero minacciare la salute dei sopravvissuti che da due giorni dormono per strada.
Per approfondire Agenzia ANSA Gli italiani scavano tra le macerie di La Guaira, 'è un'apocalisse' - Notizie - Ansa. it I sanitari al fianco dei medici locali. Tajani: 'Stanziati i primi 5 milioni di aiuti' (ANSA) Ma la speranza non è morta e si scava a ritmo febbrile, tutti consapevoli che sono momenti cruciali: le 72 ore fatidiche, dopo le quali ogni operazione di recupero sarà tristemente vana, stanno scadendo.
E c'è il rischio che l'arrivo degli oltre 1. 600 soccorritori specializzati su 17 voli internazionali, provenienti da mezzo mondo (anche dall'Italia), non riesca a cambiare il corso dell'ecatombe. La rabbia che serpeggia da tempo tra i parenti delle persone ancora scomparse, esasperati dai ritardi degli aiuti, è esplosa a Chacao, uno dei centri più devastati dal sisma.
Cosa dicono gli esperti
Qui un centinaio di persone ha accolto con fischi e insulti la presidente Delcy Rodriguez, nella sua prima apparizione pubblica nei luoghi del disastro. Poco prima aveva ricevuto una telefonata dalla premier Giorgia Meloni: "Mi ha detto, 'presidente, sono molto colpita dalle immagini della tragedia. Provo profondo dolore anche perché c'è una comunità italiana importante in Venezuela, un Paese che in passato aprì le sue braccia a tanti italiani.
E ora l'Italia è commossa di fronte a questa situazione'", ha raccontato durante uno dei tanti briefing quotidiani. Nel frattempo, in rete si accumulano altre storie di morte: tra le più strazianti quella di un giovane volontario, in stato di shock, che crolla in lacrime dopo aver estratto diversi corpi di bambini: "Stiamo lavorando qui da ore.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.



