
Le Maldive un tesoro per i biologi marini. “Sub espertissimi, ma nelle grotte è facile perdersi”
Leggi in app Le Maldive un tesoro per i biologi marini. “Sub espertissimi, ma nelle grotte è facile perdersi” di Elena Dusi Monica Montefalcone durante un'immersione alle Maldive L’Università di Genova studiava da...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Le Maldive un tesoro per i biologi marini. “Sub espertissimi, ma nelle grotte è facile perdersi” di Elena Dusi Monica Montefalcone durante un'immersione alle Maldive L’Università di Genova studiava da decenni quei fondali. Roberto Danovaro: “Erano delle sirene.
Si immergevano per scoprire nuove specie” 14 Maggio 2026 alle 18:09 1 minuti di lettura Da decenni l’università di Genova studia le profondità delle Maldive. Scogliere coralline, sorgenti idrotermali e grotte rendono quel mare una miniera di informazioni per i biologi. “In ambienti così unici è possibile scoprire nuove specie.
I dettagli
Molti ricercatori italiani hanno passato decenni immergendosi lì, sono ormai come sirene” racconta Roberto Danovaro, direttore per dieci anni della Stazione zoologica Anton Dohrn a Napoli, professore di biologia marina all’università Politecnica delle Marche e sub esperto. Anche lui si è immerso spesso alle Maldive. “La loro esplorazione era complessa” dice a proposito dell’immersione in cui sono morti cinque biologi italiani.
“Si trattava di raggiungere una grotta profonda, a 50 metri. Per questo avevano con sé una guida, sempre italiana, e non erano accompagnati da studenti. Percorrendo le cavità e penetrando nei fori fra le rocce può capitare facilmente di perdere l’orientamento, specialmente se si solleva pulviscono e la visibilità diventa scarsa.
A quel punto c’è il rischio che le bombole si esauriscano. In altri casi le grotte possono contenere esalazioni di gas tossici, ma non è il caso delle Maldive, perché lì non c’è attività vulcanica”. Gli incidenti dei sub nelle grotte sono purtroppo frequenti.
Cosa dicono gli esperti
Nel 2012 quattro persone sono morte nella Grotta del Sangue a Palinuro. La sabbia sollevata dal loro passaggio aveva reso scarsa la visibilità. Quando avevano trovato la via di uscita erano risaliti senza rispettare i tempi di decompressione.
Nel 2009 altri due ricercatori universitari romani erano morti nella grotta del Plemmirio, a Siracusa. I loro corpi erano stati ritrovati dai vigili del fuoco con le bombole vuote. "Quando sei un biologo marino cerchi sempre di trovare quel che non è mai stato studiato prima” spiega Danovaro.
“Le grotte profonde sono quelle che risentono meno del cambiamento climatico. Lì vivono creature che si sono adattate ad ambienti molto particolari, spesso totalmente privi di luce”. Nelle esplorazioni di ricerca vengono portati a volte anche gli studenti.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





