
Legge elettorale: nessun accordo sulle preferenze, roulette dell'Aula per la maggioranza
La maggioranza si presenta divisa alla prova d'Aula sulla legge elettorale, almeno sul tema delle preferenze. Un capitolo che, del resto, non mette d'accordo nemmeno l'altro campo. E così, a poche ore dall'avvio delle...
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. La maggioranza si presenta divisa alla prova d'Aula sulla legge elettorale, almeno sul tema delle preferenze. Un capitolo che, del resto, non mette d'accordo nemmeno l'altro campo. E così, a poche ore dall'avvio delle votazioni a Montecitorio sui 200 emendamenti presentati, è ancora del tutto incerto l'esito della partita e, con esso, forse, anche quello dell'intera riforma.
Dopo settimane di contatti e proposte, trattative tra gli sherpa e confronti anche a livello più alto, allo scadere del termine per gli emendamenti FdI decide di giocarsi il tutto per tutto e deposita una proposta di modifica sul tema con Nm e Udc ma sotto la quale mancano le firme di FI e Lega. No comment dagli alleati anche se qualcuno, fuori dai microfoni, la definisce una "sfida" e fa notare come, invece, dall'altra parte, non siano stati presentati emendamenti 'in proprio'. Le interlocuzioni continuano e non manca chi dentro al partito della premier spera di poter convincere anche all'ultimo i deputati azzurri e leghisti.
I dettagli
"Io - dice Matteo Salvini - sono sempre stato eletto sia in Europa sia nel Comune di Milano con le preferenze e quindi per quello che mi riguarda, non sarebbe un problema". Una posizione espressa anche nei giorni scorsi ma che ha visto, comunque più di qualche resistenza nel partito. Da capire, a questo punto, quale sarà la strategia parlamentare che sarà scelta al momento del voto su quello come su tanti altri emendamenti sui quali il centrosinistra sarebbe orientato a chiedere il voto segreto.
Una cosa viene, ad ogni modo, esclusa da fonti leghiste ed è quella dell'uscita dall'Aula. Anche gli azzurri valuteranno nelle prossime ore come muoversi. Alle 12 è prevista una riunione dei gruppi parlamentari.
Certo è che per entrambi i leader, Tajani e Salvini, quella del voto - soprattutto se segreto - può rivelarsi una prova interna di un certo peso. Un ragionamento che può essere fatto, in realtà, per diversi degli attori in campo. Non a caso nel centrodestra non manca chi è pronto a scommettere di poter contare - nel segreto del voto - anche su qualche sostegno da malpancisti Pd.
Cosa dicono gli esperti
FdI, sfida anche apertamente i Dem. Per approfondire Agenzia ANSA Legge elettorale, dalle preferenze all'indicazione del premier: tutti i nodi - Notizie - Ansa. it Raccolta firme e voto estero tra gli altri punti critici.
La questione fuorisede (ANSA) "Qualcuno ha notizie dell'emendamento del Pd sulle preferenze? - ironizza il relatore di FdI Angelo Rossi - Se non dovesse essere ritrovato, l'opposizione ha comunque un'occasione per dimostrare che le loro non erano soltanto dichiarazioni di principio: voti l'emendamento di FdI". Nell'opposizione, intanto, a presentare una proposta di modifica in materia è il Movimento cinque stelle.
Una mossa che tra alcuni colleghi del campo largo - viene riferito - non è stata ben vista dato che la linea finora mantenuta era di una legge elettorale di fatto inemendabile.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





