
Machado contro tutti: “Il regime e gli Usa non vogliono che rientri”
Leggi in app Machado contro tutti: “Il regime e gli Usa non vogliono che rientri” di Anna Lombardi La rabbia del premio Nobel: “Avevo un volo da Panama, ma hanno chiuso lo spazio aereo”. Poi la promessa: “Tornerò per...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Machado contro tutti: “Il regime e gli Usa non vogliono che rientri” di Anna Lombardi La rabbia del premio Nobel: “Avevo un volo da Panama, ma hanno chiuso lo spazio aereo”. Poi la promessa: “Tornerò per aiutare” L'ascolto è riservato agli abbonati premium 01 Luglio 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura «Miei cari venezuelani, sono a Panama, da dove intendevo tornare in Patria con un volo commerciale. Il regime ha chiuso lo spazio aereo pur di impedirmelo».
La leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado non demorde: «Farò tutto il necessario», insiste in un videomessaggio pubblicato ieri sul suo account X. Dove la Nobel per la Pace che regalò la sua medaglia a Donald Trump, sperando in una benevolenza che lui non le ha mai concesso, denuncia le manovre del governo di Caracas per non farla rientrare nel Paese da cui fuggì rocambolescamente a dicembre. Sebbene pure gli americani, cui ha chiesto aiuto nei giorni scorsi, hanno bollato la sua aspirazione al rimpatrio come «inopportuna».
I dettagli
Nel video è determinata: «Il 24 giugno ha reso il mio rientro improrogabile. Voglio unire le mie mani alle vostre nella ricerca, nel conforto, nell’abbraccio. Affrontare con voi la catastrofe come si fa in una famiglia unita».
Già venerdì, aveva tentato di rientrare con un volo privato che dalla Virginia doveva portarla a Curaçao, l’isola olandese a 65 chilometri dal Venezuela con un via libera ricevuto da Trump in persona. Che però ha subito cambiato idea, facendola avvertire che se fosse andata a Caracas, avrebbe diffuso una nota di presa di distanze. Domenica, ha dunque preso un volo di linea per Panama City, sperando di imbarcarsi da lì su quello per Caracas: Copa Airlines glielo ha impedito, spiegandole che altrimenti le autorità venezuelane avrebbero interrotto i voli della compagnia verso il Paese.
A chiederle di avere pazienza e farsi momentaneamente da parte, ci ha provato il segretario di Stato Marco Rubio, spiegandole che al momento la priorità della Casa Bianca è preservare la fragile collaborazione col governo di Delcy Rodríguez: alla guida del Paese da quando lo scorso 3 gennaio Nicolás Maduro è stato arrestato dagli americani. Già sei mesi fa, d’altronde, Trump, soddisfatto dell’accordo sull’accesso al petrolio e alla cooperazione in materia di sicurezza, aveva scelto la continuità politica del regime rispetto al rischio di spaccare il Paese riportando indietro Machado, puntando sul presidente eletto nel 2024, Edmundo González Urrutia. Pur riconoscendo la necessità di indire nuove elezioni, Stati Uniti e Rodríguez per ora non hanno fissato una data di voto.
Intanto, la legittimità della presidente ad interim si gioca sulla capacità di rispondere all’emergenza: e Trump non può permettersi di mettere alla prova l’accordo tra Washington e Caracas, proprio ora. «L’amministrazione è concentrata sulla risposta al devastante terremoto» ha detto un alto funzionario dell’amministrazione Usa al Wall Street Journal.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





