
Nainggolan: “Il caso Balogun dimostra che questo non è più calcio”
Leggi in app Seguici su Discover Nainggolan: “Caso Balogun, questo non è più calcio” di Franco Vanni Radja Nainggolan (ansa) L’ex centrocampista del Belgio attacca la FIFA dopo la sospensione della squalifica...
July 31 — İsrail x Hizbullah ile kalıcı barış anlaşması...?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Seguici su Discover Nainggolan: “Caso Balogun, questo non è più calcio” di Franco Vanni Radja Nainggolan (ansa) L’ex centrocampista del Belgio attacca la FIFA dopo la sospensione della squalifica dell’attaccante statunitense, ma assolve Trump: “Fa bene a esultare, da tifoso. Il problema è di chi ha preso la decisione” 06 Luglio 2026 alle 08:56 1 minuti di lettura ROMA. Radja Nainggolan non ci sta.
L’ex centrocampista della nazionale belga ha preso molto male la notizia della sospensione della squalifica di Balogun, che potrà così scendere in campo contro i Diavoli Rossi. “Così il calcio non è più calcio. A Cristiano hanno tolto due giornate di squalifica per fargli giocare il Mondiale dalla prima partita.
I dettagli
A Balogun ora la sospendono. E l’hydration break non ha senso. È la prova che il pallone ormai è solo una questione di soldi”.
Pensa che per la nazionale belga questo caso possa essere una difficoltà in più? “I ragazzi della nostra nazionale non devono distrarsi con la vicenda Balogun. Noi fuori dal campo possiamo lamentarci, sia i tifosi sia la federazione, ma loro devono pensare alla partita.
In amichevole, prima del Mondiale, hanno battuto gli Stati Uniti 5-2”. Cosa pensa del fatto che Trump abbia accolto con gioia la decisione della FIFA? È una normale reazione da tifoso americano, avrei fatto lo stesso al posto suo.
Cosa dicono gli esperti
La responsabilità è tutta di chi ha preso la decisione. A cosa servono i cartellini, se poi di fatto vengono tolti? In questo Mondiale la Croazia è uscita per un tocco di palla inesistente.
Ed è un peccato, perché abbiamo visto anche cose belle”. Cosa Le è piaciuto del Mondiale americano? “Anzitutto, il fatto che si perda poco tempo, si giochi tanto.
Poi le sorprese, da Curaçao a Capo Verde. Mi hanno stupito anche la Colombia e il Canada. Ero contrario all’idea del torneo a 48 squadre, ma su questo mi sono dovuto ricredere.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





